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La zucca di Rocchetta Cengio è volata fino in Valle Cerrina dentro un colorato palloncino

Domenica scorsa un nostro giornalista, durante una passeggiata in fondo alla Valle Cerrina – in una valle isolata tra Cervoto e Robella – ha rinvenuto in un campo un palloncino giallo sgonfio con attaccato un messaggio “Adotta un seme della Zucca di Rocchetta”. Incuriosito, ha voluto andare in fondo e chiedere maggiori informazioni all’indirizzo segnalato: Associazione Zucca di Rocchetta a Cengio (in provincia di Savona). Il palloncino era proprio partito in volo da Cengio, nell’ottobre 2012, al termine di una grande festa che ha coinvolto la popolazione e gli alunni delle scuole di Cengio, Millesimo e Murialdo. Ci sono voluti tre mesi perché il palloncino fosse trovato, c’è voluto pochissimo - via internet! – per sapere tutto della festa e della Zucca di Rocchetta (un prodotto tipico a denominazione protetta che si richiama al movimento Slow Food). Proprio per far conoscere questa rara specialità, la Coldiretti di Savona ha coinvolto gli alunni delle scuole primarie della zona e, con il contributo dell’Istituto Comprensivo Lele Luzzati di Millesimo, ha promosso il progetto che si basa sull’offerta agli alunni della zona di adottare un seme della “Zucca di Rocchetta”, ovviamente rivolto a chi ha in famiglia un piccolo orto. Gli alunni – oltre duecento – hanno potuto osservare lo sviluppo del seme, hanno scritto testi e fatto disegni, e hanno poi portato le loro zucche in mostra a “Zuccainpiazza”. Ci ha scritto il responsabile dell’Associazione, Gianpietro Meinero, complimentandosi: «Ogni tanto riceviamo notizia di ritrovamenti delle cartoline ma mai da così lontano». Per la Coldiretti di Savona, Gianni Santin ha ringraziato il nostro giornale spiegando: «Vogliamo far conoscere alle nuove generazioni i prodotti con cui si alimentavano i nostri nonni. Ormai da oltre 35 anni che lavoro in Coldiretti sono sempre più convinto che le tradizioni, le abitudini, i valori dei territori non sono tutti uguali. Dobbiamo insegnare ai giovani il rispetto delle tradizioni, dei prodotti, dei paesaggi, delle bellezze di una pianta, di un muretto, di una casa, perché sono il frutto del lavoro di molte persone che con fatica e sacrificio, senza le comodità di adesso, hanno permesso a noi di vivere meglio, in pace e con più comodità. Forse siamo andati avanti troppo in fretta…”. Noi ringraziamo e attendiamo qualche seme della loro Zucca per diffonderla anche nel nostro Monferrato.

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Federico Nardi

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