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  • 07 gennaio 2021
  • Casale Monferrato

Intervista

Æno, la signora China tra linee e pennelli

“Io sono una indagatrice del profondo, navigo le ombre"

Perché non intervisti Æno? Me lo avranno chiesto a decine da quando questa rubrica ha cominciato a prendere piede tra i casalesi. Io ho sempre tergiversato, non per l'indiscussa fama del soggetto, riconosciuto in tantissime mostre tra cui una recentemente a Roma, ma per lo pseudonimo. Intendiamoci sono cresciuto ascoltando Sting, Bono Vox e 'l'artista un tempo noto come Prince', ognuno ha tutto il diritto di farsi chiamare come vuole, il problema è quel dittongo latino Æ che ti obbliga ogni volta a cercare il carattere speciale nel menu 'inserisci' del PC, sempre sperando che al momento della stampa non si trasformi in qualche simbolo tipo $'£. E come lo salvi sulla rubrica del cellulare? Quindi siccome lei (sì è una lei) su Facebook è “Æno China”, io ho risolto registrandolo sotto 'Signora China'.

“Signora China non mi aveva ancora chiamato nessuno – risponde lei quando scopre di essere nell'elenco di quaranta in quarantena – però è capitato che qualcuno pronunciasse 'Ciàina' come Cina in inglese”. Invece noi sappiamo che China sta proprio per l'inchiostro: quella ragnatela di linee corvine come i suoi capelli che formano i personaggi al centro delle sue composizioni. Ma Æno? “Nasce dalla mia passione per i monogrammi, ma anche dalle lettere del mio nome che sbagliano più di frequente, più un pezzettino del mio cognome. E comunque per fare Æ sul cellulare basta tenere premuto il tasto A”.

Ok, meglio cambiare argomento, andiamo sul classico e chiediamo come sono andati i lockdown:
“Sono stati molto diversi tra loro, li ho passati a Casale, dove abito dal 2006 in una casa vicino alla stazione. In città ci sono arrivata da Torino, dove sono nata, ma la amo e ho scelto di vivere qui con i miei due figli e un gatto: Nicolò. Quando a marzo si è fermato tutto ho rallentato anche io, avrei potuto approfittarne per avere una produzione sterminata, ma in effetti sono andata un po' crisi, ho continuato a disegnare qualcosa, però è stato soprattutto un momento di riposo e di ricerca con tantissime letture. Il secondo lockdown invece è stato più impegnativo, il lavoro non si è fermato e le richieste sono state tantissime”. Dice lavoro Æno, ma dovrebbe parlare a plurale, non è solo un'artista affermata è anche una brava psicoterapeuta, ma in effetti guardando la sua produzione le due attività non sono così facilmente distinguibili.

“Io sono una indagatrice del profondo, navigo le ombre, il dipingere è nato da un bisogno di guardare il mio lato nascosto, nel buio dove si annidano figure misteriose”
Mostri? Viene da chiedere guardando certe personaggi inquietanti che emergono dalla china delle sue opere. “Non è detto, nessuna delle figure che dipingo è un nemico, i brutti pensieri non esistono così come non ci sono emozioni negative, sono tutti messaggeri con cui dialogare per conoscerci meglio. Nelle mie opere affronto spesso la biologia della nascita in tutte le sue forme, dai suoi elementi fondamentali come spermatozoi e uova, all'erotismo che è la componente necessaria della vita. Spesso introduco figure che a qualcuno appaiono feti, ad altri bambini che dormono per altri rappresentano un preciso richiamo alla morte, non c'è una risposta esatta, sono come le macchie Rorschach dove le persone proiettano i propri pensieri”.

Se desiderate cimentarvi con il vostro inconscio Æno vi darà ancora molte possibilità di provarci “Sto preparando un'opera per una mostra collettiva, anche questa a Roma e dedicata alle Matrioske, l'opera che porto si intitola “In profondo", il titolo sembra inquietante, ma è un'opera che parlerà della concentricitá degli stati degli stati della coscienza”. Insomma Æno è pronta a riprendere a meravigliarci con tutto il mistero che porta con sé e che è parte integrante di ogni forma di bellezza. “E il suo vero nome?” vi chiederete voi. Accidenti ci siamo 'dimenticati' di chiederlo.

Nata e cresciuta a Torino fino Æno comincia a manifestare il suo interesse per le arti visive alla fine degli anni Ottanta con una prima esperienza di formazione di pittura su ceramica, successivamente approfondita su materie diverse e con modalità al di fuori delle tecniche classiche. Profondamente attratta dai particolari del fumetto noir e del disegno orientale antico inizia a lavorare con pastelli e acquerelli sulla riproduzione e creazione di piccoli particolari e solo più tardi utilizzerà la china ed anche grandi formati su tela. Da circa 10 anni lavora ed espone in mostre sia personali che collettive in tutta Italia, Il suo lavoro di ricerca è profondamente connesso alla sua attività di analista e per lei creare è un intenso mix tra ascoltare e narrare storie, vissute o immaginate che siano. 


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