Bellucci, forza della natura, interpreta Beethoven e Liszt
Nel fine settimana, al Castello Sannazzaro
di Giarole, l’associazione AmbientArti in Europa presieduta dalla dottoressa Angela Tudisco organizza un doppio appuntamento musicale.
Un grande quartetto jazz, quello di Maurizio Carugno, sabato pomeriggio 4 luglio(vedi altro file) e un incontro con il
grande pianista Giovanni Bellucci indipendente dal ciclo beethoveniano
di Casale, ma del quale può essere visto come un ideale complemento.
L’appuntamento, organizzato in sinergia
con l’associazione Esperienze
Musicali Condivise (quellla che ha il merito della integrale beethoveniana...), si terrà domenica 5 luglio alle 18.
Questa “forza della natura”, come
l’ha definito la critica consacrandolo
come uno dei maggiori pianisti italiani, porta a Giarole un programma imperdibile
che si apre con le 33 variazioni
su un valzer di Diabelli, di Beethoven. Anton Schindler, primo biografo del compositore,
dice che quest’opera «divertiva Beethoven a un livello davvero raro», che fu scritta «in uno stato d’animo
roseo», e che «ribolliva di un insolito umorismo».
In effetti già il tema che Diabelli
aveva mandato a cinquanta
compositori di fama mondiale
perché lo elaborassero, ha un
che di comico, perché entrambe
le metà sono ostinatamente
uguali e perché sembra piuttosto
un minuetto fuori moda.
Beethoven raccolse la sfida:
come i suoi colleghi avrebbe
dovuto fare una sola variazione,
ma evidentemente si divertiva
e, come spesso accade ai
grandi talenti, quello che per
lui doveva essere un esercizio
da scrivere con la mano sinistra,
divenne un capolavoro
ispirato. Compose 33 variazioni
assolutamente fuori da
ogni regola. Nella variazione
classica si prevede che la prima
conservi il carattere del
tema. Beethoven disattende
subito questa aspettativa con
una marcia. Poi almeno otto
delle successive variazioni ridono
o ridacchiano; altre assumono
un’aria grottesca, di
diavoleria... Insomma, il pubblico
potrà divertirsi con Beethoven
e con un grande interprete,
uno dei pochi che può
affrontare senza paura anche
l’Everest tecnico richiesto dalle
Diabelli.
Non che il resto del concerto
sia meno impegnativo: di Liszt
prevede le Réminescences de
Norma e il Konzert Paraprase
dal Rigoletto.