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  • 02 dicembre 2018
  • Casale Monferrato

"Parental control" e social: il rapporto tra genitori e figli

L’uso consapevole degli smartphone e dei tablet dei figli come misura di sicurezza ponendo una barriera contro i pericoli del web. Se ne è discusso nei giorni scorsi alla scuola media "Dante" all’incontro organizzato dal Kiwanis Club di Casale Monferrato che ha visto protagonisti Alberto Turini e Domenico Bocchetti della IGS onlus, Informatica Giustizia & Società, giuristi informatici consulenti d’ufficio del Tribunale.

Tema principale dell’incontro, l’attivazione del parental contro. «Esiste una distonia di fondo: c’è chi rinuncia a controllare i social dei figli, e chi invece diventa paranoico, con controlli assillanti, giungendo al punto di togliere i cellulari. Ci vuole una via di mezzo, noi siamo qui a dispensare consigli per prevenire gli abusi». L’età media è sempre più bassa: 11 anni e mezzo con punte del 20% di chi usa smartphone prima dei 10 anni con facilità a raggirare le regole creando anche profili falsi. Le tipologie da installare di parental control sono svariate: le telefonate si possono controllare e limitare, ma è importante non comunicare certi dati sensibili, personali. Il filtro famiglia o controllo parentale è in sostanza un software o un servizio in grado di selezionare pagine su internet in base ad alcuni criteri. Il controllo genitoriale permette di evitare l’esposizione dei bambini a contenuti considerati pericolosi e violenti, soprattutto a questo tipo di pubblico. il web può nascondere moltissime insidie e pericoli.

Proteggere i bambini, sempre più connessi e tecnologici, è un dovere di tutti i genitori. Con il sistema di parental control che prevede l’applicazione di filtri e limitazioni su pc, smartphone, tablet e tv, prevenire è più facile.

Il filtro famiglia ha generalmente un approccio di blocco di ciò che è considerato non opportuno. Esiste un’alternativa che consiste nell’accettare solo ciò che è positivo. Il filtro quindi non lascia passare nulla che non sia in un elenco di siti approvati dal genitore. Turini ha passato in rassegna i vari sistemi operativi. «Vogliono i nostri dati: quando si strisciano le cartelle ai supermercati, i nostri dati vengono in possesso per esempio delle case farmaceutiche che, con questo sistema, possono conoscere con statistica quali prodotti acquistiamo, se privi di zucchero o per celiaci. Che dire del gioco on line? Siamo in grado di comunicare ai figli che creano problemi psicofisici e possono quindi fare male? Sui siti esistono: con dei filtri, possiamo decidere quali siti sono positivi e quali, invece, creano violenza e sesso. In base all’età, ci sono parecchi siti di controlli».

Spesso i più piccoli sanno usare pc, smartphone e tablet meglio degli adulti e proprio per questo è necessario proteggerli dalle insidie del web. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Internet@Minori, nato nel 2014 proprio per vigilare sul rapporto tra nuovi media e minorenni, all’età di 12-13 anni, otto bambini su dieci navigano regolarmente su internet e nel 57% dei casi lo fanno senza il controllo dei genitori. E i rischi di imbattersi in contenuti inappropriati, violenti, illegali e pericolosi per la salute (è il caso, ad esempio, di siti che promuovono disturbi alimentari come anoressia e bulimia), aumentano vertiginosamente.

L’incontro è stato seguito nell’anfiteatro scolastico da duecento persone, genitori e figli. Numerosi i quesiti sollevati. Ha portato il saluto la dirigente scolastica Luisella Cabrino, sono intervenuti il luogotenente governatore della Divisione 18 Viribus Unitis Rachelina Orsani, il luogotenente governatore eletto Domenico La Mantia, il Chair  Bullismo e Cyberbullismo Maria Angela Anarratone, autorità kiwaniane.