Non c'è solo il porta a porta per garantire una efficace raccolta differenziata e occorre valutare tutti i sistemi per scegliere quello più efficace e adatto a ogni situazione. È – in sintesi – la posizione di Massimo Debernardi, consigliere della sezione di Casale del Coordinamento Provinciale Alessandrino «Sì differenziare-No porta a porta», che evidenzia che sono tante e differenti le soluzioni che si possono adottare e invita il Consorzio Rifiuti a un confronto più concreto, a fare verifiche e le comparazioni - in termini di costi e benefici – sulle tante tecnologie oggi a disposizione. Oppure a renderle note - se le ha già fatte - nell'ottica della trasparenza che deve essere propria dell'amministrazione pubblica.
Alcune soluzioni sono costose e complesse, ma altre – evidenzia – estremamente economiche e semplici. Vediamo in sintesi di cosa si tratta.
Cassonetti sotto chiave
Una possibilità è quella adottata a Vho, frazione di Tortona, dove hanno semplicemente messo sotto chiave i cassonetti. Così possono essere utilizzati solo dagli abitanti della via, del quartiere, dell'isolato, secondo la strategia che si sceglie di adottare. In pochi mesi la differenziata – senza grandi costi e senza traumi – è schizzata al 49%.
Cronaca dei giorni scorsi.
I cassonetti sono infatti rimasti gli stessi, non sono stati necessari particolari investimenti e neppure complicate pianificazioni per il posizionamento dei contenitori della raccolta nelle proprietà private che suscitano le proteste di molti per svariate ragioni.
Bene - dice Debernardi - ma senza grandi costi, aggiunge, si può fare molto di più, sempre conservando la raccolta tramite contenitori stradali.
Il coperchio a chiavetta eletronica
Si applica un apparecchio sul coperchio che si apre solo tramite una chiavetta elettronica. Il sistema registra anche i conferimenti, rendendo più equa l'applicazione della tariffa.
In un contesto condominiale infatti i conferimenti sono differenziati; c'è la famiglia di quattro persone e il single, chi fa una cena con gli amici tre volte la settimana e chi fa vita ritirata, chi sta in vacanza due mesi d'estate e due d'inverno, chi fa un lungo ricovero in ospedale... Ma il contenitore è comune e gli svuotamenti – dunque - come vengono addebitati? Con quale proporzione? La chiavetta consente di valutare obiettivamente quanto ognuno utilizza il servizio e di emettere pertanto fatture puntuali.
La raccolta interrata con le ecoisole
L'altra grande alternativa è rappresentata dalla raccolta interrata. La questione non è ormai più una novità.
«Per ragioni legate al mio lavoro ho passato 3 giorni della scorsa settimana alla fiera Ecomondo a Rimini, la più importante fiera ambientale italiana. Gli spazi dedicati alle isole ecologiche interrate o con sistemi di chiusura e identificazione personalizzata degli utenti sono praticamente triplicati rispetto all’anno scorso. Credo che sia del tutto evidente che solo un imprenditore impazzito potrebbe investire allora in un settore destinato, come dice il presidente del Consorzio Spinoglio, all’insuccesso perché in Italia non c’è mercato».
Già a giugno in Consiglio comunale Francesco mazzucco aveva avanzato la proposta e il nostro giornale più volte è ritornato sull'argomento, ma finora non pare sia stato fatto uno studio metodico, comparando i prezzi delle varie soluzioni sia in termini di investimento iniziale, sia in termini di efficacia ed economicità della gestione, con una proiezione dei benefici e degli eventuali svantaggi, così come dei tempi di ammortamento. O comunque se ciò è stato fatto non è stato reso noto.
Debernardi fa anche un po' di rassegna stampa e ricorda come in alcune località si sia puntato proprio sulle isote ecologiche interrate: da Salsomaggiore, a Imola, a Fonte dei Marmi e in molte altre città e località dove ci sono spazi ridotti e ambienti urbani e naturali di pregio e che vanno tutelati.
Soluzioni che cominciano a essere oggetto di business e quindi di promozione attraverso riviste di settore che presentano aziende e tecnologie attraverso schede specifiche.
Le immagini che i servizi propongono sono incoraggianti perché superano il problema di incompatibilità estetica dei cassonetti e non creano il disagio e le complicazioni legate al posizionamento dei contenitori nelle proprietà private.
Le isole sperimentali inaugurate a Torino
A Torino sono sette le ecoisole interrate per la raccolta dei rifiuti realizzate in vari punti della città, nella zona nordest, e attivate a partire dallo scorso 12 novembre.
Roberto Bergandi, responsabile comunicazione di Amiat, evidenzia che si tratta di una sperimentazione e che occorreranno alcuni mesi per fare una valutazione.
«Il porta a porta è partito ovunque con il cassonetto domiciliare – dice – e la quasi totalità delle utenze viene ancora impostata in questo modo. Le isole sono state collocate in aree dove c'era alta densità di popolazione e piccoli spazi, condomini molto popolosi con piccoli cortili».
Questo consentirà di sostituire i moltissimi contenitori, con una risposta che dovrebbe essere pratica – un conto è svuotare un solo contenitore un conto quaranta, cinquanta – ma anche estetica.
Il costo spiega dipende dalla dimensione dell'ecoisola, nelle quali si è deciso di raccogliere solamente due tipologie di rifiuti, l'indifferenziato e l'organico.
Per quanto riguarda l'investimento (8000 euro il cassone da quattromila litri) occorre anche valutare la formazione del personale e soprattutto la dotazione di mezzi specifici.
Ventunmila euro «chiavi in mano», ribadisce Debernardi, secondo le dichiarazioni rese dall’amministratore agli organi di stampa dall'amministratore delegato di Amiat–Torino Maurizio Magnabosco e dall’assessore all’Ambiente Domenico Mangone, ribadisce Debernardi.
In ogni caso sarebbe utile un confronto con chi quei sistemi li utilizza già, i cittadini dove sono stati installati e le stesse aziende che gestiscono la raccolta dei rifiuti, per capirne la reale efficacia.
Così come si potrebbero cominciare anche a sperimentare – chiede il comitato - nuove metodologie in zone diverse della città.
Boom differenziata nel comprensorio
Positivo il bilancio della raccolta nei Comuni del comprensorio.
«La differenziata, potenziata raddoppiando la raccolta - spiega il direttore di Cosmo Fiorenzo Borlasta – nel giro di quattro mesi è salita al 60%», un dato medio ottenuto incrociando quelli dei vari materiali raccolti carta, plastica, vetro e organico. Quest'ultimo tuttavia nei Paesi è stato gestito puntando soprattutto sull'autocompostaggio e resta pertanto estraneo alla percentuale complessiva.
Il direttore del Consorzio è invece prudente sulla diminuzione dell'indifferenziato, dato che Cosmo non ritiene ancora stabilizzato e sul quale preferisce attendere a pronunciarsi.
Nel centro abitato di Casale sono intanto stati rimossi nei giorni scorsi i cassonetti stradali sul lato destro (per chi entra in città) di corso Valentino, ed entro lunedì verranno eliminati anche sul lato sinistro.
Si sta infine procedendo alla consegna dei contenitori nella zona Valentino-Priocco-S.Anna ai condomini che non li hanno ancora ricevuti.
«In alcuni condomini in cui non c'è stato la consegna dei contenitori c'è stato accumulo di sacchetti per la strada, siamo intervenuti per rimuoverli. Ci stiamo impegnando molto per evitare che ci siano disservizi».
Mercoledì si è infine proceduto alla raccolta – presso la discarica Bazzani di Roncaglia - dei rifiuti agricoli (teli, contenitori, batterie esaurite dei mezzi), con un riscontro superiore agli anni passati, a dimostrazione che anche nelle aziende agricole si sente di più questo problema e che forse rifiuti che prima finivano nei cassonetti ora vengono conferiti in modo differenziato, evidenzia Borlasta.
Intanto il presidente del Comitato «Sì differenziare, no porta a porta» Sergio Kalcic ha scritto nei giorni scorsi al Consorzio Casalese Rifiuti, a Cosmo , al sindaco di Casale Paolo Mascarino e all'assessore all’Ambiente Riccardo Revello per segnalare la disponibilità – in seguito ai contatti intervenuti fra il consigliere dello stesso comitato Massimo De Bernardi e il «maggior produttore nazionale di contenitori alimentari in tetrapack, a collaborare per far conferire il contenitore tetrapak nella già esistente raccolta della carta (come avviene già in oltre 1000 comuni italiani)», ma non sul territorio del Consorzio.
Secondo le stime dello stesso Kalcic «nel caso si procedesse perciò al conferimento dei contenitori insieme alla raccolta carta si può tranquillamente ipotizzare per il territorio casalese un “risparmio” annuo di circa 120.000 kg che altrimenti finirebbero in discarica».