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I sindacati: «In Sanità, risparmi solo sul personale!».

Santo Spirito vaso di coccio tra i vasi di ferro, una riforma ragionieristica che sacrifica i lavoratori e il personale, una quasi totale assenza dei sindaci dal panorama della politica sanitaria... È più o meno questa la preoccupata lettura dei rappresentanti sindacali del settore sanità - Gianluca Di Blasi (Cgil), Giancarlo Martinetti (Cisl) e Claudio Bonzani (Uil) - a cui abbiamo chiesto di farci il quadro della situazione casalese. I personale e risparmi Grossi problemi per il personale sanitario - infermieri e oss - costretto dai continui tagli a turni sempre più impegnativi. Le scelte della Regione (che dicono i sindacati sta facendo una «riforma» esclusivamente ragionieristica, con criteri esclusivamente matematici e con il solo scopo di far quadrare i conti, sia pur in un settore tanto importante e delicato) stanno comportando - per esempio - che non si fanno più le sostituzioni delle maternità. In forse anche il pagamento degli straordinari per gli ultimi tre mesi dell’anno. Una circolare che annunciava che l’ASL non li avrebbe pagati è stata ritirata ma non si sa come sia andata a finire. «Nel 2010 - spiegano i sindacati - era stato siglato un accordo che rispettava principio delle 11 ore minimo di pausa ed era emerso che c’era una forte carenza d’organico e così si fecero i concorsi per infermieri e ooss. «Ma l’accordo è vanificato dal blocco del personale: per ogni lavoratore che cessa l’attività ne viene assunto solamente uno per il personale medico e assistenziale, mentre per tutto il resto - il turn-over è... zero». Per i medici la situazione non è tanto migliore, quella che una volta era reperibilità - per esempio - ormai è diventata di fatto una effettiva e certa chiamata in servizio (sempre causa carenza di personale) con il risultato che il giorno dopo si va avanti con i turni normali. Ammazzare la vacca per... E i tagli del personale sono l’unica vera voce di risparmio ritengono i sindacati che evidenziano che «con il superticket si verifica una situazione paradossale, e cioè che «costa meno e si fa più in fretta a fare lo stesso esame privatamente». Così il pubblico si tiene i costi fissi di personale, strutture e perde «clienti». Se è così bisogna dire che è un capolavoro classico: ammazzare la vacca per prendere il latte. Forti timori poi per il futuro Santo Spirito che rischia di essere soffocato tra l’ospedale di Alessandria - cui spetterà una maggiore dotazione e ruolo - e quello di Asti che sarebbe allo stesso livello di quello casalese ma in un capoluogo di Provincia, una struttura nuova e da riempire di contenuti... Del resto i numeri dei ricoveri sono passati da 14,800 del 2007 agli 11.500 di quest’anno. Perché? Secondo i sindacati per la mobilità passiva.. E qualche responsabilità secondo Cgil, Cisl e Uil ce l’ha anche la politica: «Bisognerebbe che i sindaci - dicono - riprendessero un discorso di politica sanitaria. Se non sono i sindaci del distretto a portare avanti un progetto per il Santo Spirito e il territorio, non resta più nulla che legato alla realtà e ai bisogni locali».

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Barbara Marini

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