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Giovedì 13 novembre
"Crisi climatica: i rischi e le soluzioni" con Luca Mercalli
Incontro nell'Aula Magna del Sobrero
Giovedì 13 novembre - dalle 10 alle 12 - l’aula magna dell’Istituto Sobrero di via Candiani d’Olivola, si terrà l’incontro "Crisi climatica: i rischi e le soluzioni" con Luca Mercalli, che interverrà in collegamento video. Introdurrà il convegno Gian Luigi Buson di Legambiente Circolo Verdeblu di Casale Monferrato. L’incontro, aperto al pubblico. viene promosso nell'ambito del Festival della virtù civica in collaborazione con il Sobrero.
Climatologo e divulgatore scientifico torinese, Mercalli è noto al pubblico televisivo italiano per la partecipazione alla popolare trasmissione ‘Che tempo che fa’. Si occupa di ricerca su variazioni del clima e ghiacciai delle Alpi occidentali, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, comunicazione del rischio climatico, efficienza energetica ed energie rinnovabili, sostenibilità ambientale. Nel 1993 ha rinnovato la Società Meteorologica Italiana, la maggiore associazione nazionale del settore delle scienze dell’atmosfera fondata nel 1865 da Francesco Denza.
«Il consumo di suolo è, non da ora, un serio problema ambientale», spiega Gian Luigi Buson. «Nonostante il calo della popolazione - dice l’ambientalista - ogni anno migliaia di ettari vengono impermeabilizzati con strade, nuove abitazioni, capannoni e centri logistici. Questo, ma non solo, sono causa di disastri ambientali sempre più frequenti e sempre più intensi. Fa quindi molto piacere che sia sugli organi di stampa sia sui social venga alimentato un dibattito sulla necessità di ridurre, anzi abolire, l’utilizzo di nuovo suolo per attività che compromettono il già instabile equilibrio idrogeologico».
Qualche dato significativo: il consumo di suolo in Italia nel 2024 è stato di 83,7 km quadrati con un incremento rispetto all’anno precedente del 16% ed è rappresentato nella quasi totalità da nuove iniziative edilizie e centri logistici. «Diverso il ragionamento che deve essere fatto per quanto riguarda nuovi impianti di energie rinnovabili. L’installazione di impianti agri e fotovoltaici non comportano il consumo di suolo nell’eccezione classica in quanto nessun terreno viene impermeabilizzato e quindi l’acqua penetra regolarmente nei terreni permettendo agli eventi più intensi di venire attutiti. Oltretutto a fine utilizzo il terreno può facilmente venire ripristinato nella antica condizione. Nel dibattito, si tenga anche conto che in Pianura Padana oltre 50.000 cittadini muoiono ogni anno per patologie correlate alla qualità dell’aria. La comunità scientifica in modo compatto ci avverte che il contenimento dell’incremento della temperatura entro certi limiti, evitando quindi emissioni di gas climalteranti è indispensabile. Ne va del futuro nostro e dei nostri figli».
E quindi? «E’ indispensabile intervenire nel modo di consumare (riparliamo di risparmio energetico?) e produrre energia. Come da più parti viene proposto è ottima l’iniziativa di mettere i pannelli fotovoltaici sui tetti delle case, dei capannoni industriali ecc. al fine di non compromettere il paesaggio. Certamente è positivo e tutti dovremmo sentirci parte di questo progetto che rimarrebbe però assolutamente insufficiente, come viene suggerito in modo unanime da tutti gli esperti. È indispensabile incrementare le energie rinnovabili per sostituire l’utilizzo delle fonti fossili. Oltre ai consumi energetici è indispensabile intervenire anche per quello che riguarda le nostre abitudini alimentari; il consumo di carne proveniente da allevamenti intensivi bovini è causa significativa nella produzione di gas climalteranti. Una buona pratica ambientale (oltre che sanitaria) sarebbe la riduzione del consumo di carne rossa.
Il rispetto del paesaggio e della biodiversità è da sempre caro a tutto il mondo ambientalista e non può che farci piacere aver trovato nuovi compagni di strada. Quindi con il rispetto che si deve alle varie sensibilità è necessario trovare un giusto equilibrio che tenga conto dei vari fattori. Come è facilmente intuibile il problema è complesso e non può essere risolto con ricette facili».
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