Da Trino a Venezia: Matteo Opezzo, studente del “Sobrero” di Casale, ospite al Festival
di Maurizio Inguaggiato
Il giovane trinese Matteo Opezzo (nella foto) sarà ospite del Festival del Cinema di Venezia. Il ragazzo, 18 anni, che vive a Trino e frequenta la IV B del liceo tecnologico “Sobrero” di Casale Monferrato, si è infatti aggiudicato il 1° premio di un concorso di critica cinematografica e riceverà il riconoscimento a Prato il 6 luglio prossimo. Il premio consiste in un soggiorno di una settimana a Venezia in occasione del Festival del Cinema, con tanto di ingresso alle proiezioni. Matteo ha scoperto grazie ai salesiani (è stato animatore nell’oratorio di Trino) la passione per l’educazione che lo ha portato ad avvicinarsi all’associazione di promozione sociale salentina, ”Strade giovani”, con la quale ha avuto scambi telematici e diretti con i professionisti di questo team. Gli stessi hanno proposto a Matteo di partecipare al concorso nazionale “Cinema e narrativa in onore di Sandra Brabanti”, indetto dall’associazione culturale “Microcosmo” di Bologna/Prato in collaborazione con molti centri di psicoterapia in tutta la penisola. Si è trattato di criticare uno dei film proposti, leggendo l’intreccio in chiave antropologica sophianalitica (corrente degli esistenzialisti) e confrontandolo con la propria esperienza di vita. Il film scelto da Matteo è stato “Mine Vaganti”, di Ferzan Ozpetek. Il lavoro critico sarà pubblicato. Ma quali sono stati i motivi che hanno spinto Matteo a partecipare al concorso? «Nonostante sia maggiormente predisposto per l’area scientifica - ha spiegato lo stesso Matteo - le mie insegnanti di Filosofia, Anna Maria Buccino, e di Lettere, Alessandra Cavallone, mi hanno aiutato a scoprire il fascino della scoperta del microcosmo dell’animo umano e l’utilità dell’analisi critica degli eventi e delle situazioni». Quali sono i tuoi progetti futuri? «Coniugare la passione per gli studi scientifici, per cui il Liceo che frequento mi offre solide basi, e la passione per le scienze umane, diventando un prof di matematica. Credo, infatti che gli insegnanti siano dei veri e propri educatori e non soltanto dispensatori di nozioni» Sei contento per il premio? «Moltissimo, sono certo che saranno giorni molto stimolanti per la mia crescita culturale ed umana. Non vedo l’ora!»