Si riproietta ‘‘L’ora del tempo’’: le vicende di Gioconda Carmi e Giuseppina Gusmano Pretti
Visto che la proiezione de “L’ora del Tempo Sognato” ha riempito il 25 aprile il Municipale in ogni ordine di posto, costringendo addirittura qualcuno a rinunciare alla visione, la comunità ebraica ha deciso di riproporre il docu-film di Massimo Biglia domenica 13 maggio alle ore 17,30 nella propria sede di vicolo Salomone Olper (cortile delle api).
Si potranno vedere o rivedere le toccanti vicende di un docu film che ricostruisce le vicende di Gioconda Carmi e Giuseppina Gusmano Pretti che tra il 1942 e il 1943 riuscirono a salvare i ragazzi dell’orfanotrofio Enrichetta Sacerdote di Torino sfollati a Casale. L’ingresso sarà libero, ma visti i posti limitati è gradita una prenotazione telefonando in Comunità 1042 71807 (solo al mattino) o a Massimo Biglia 345 3350871.
Voci ebraiche nella letteratura Usa
(l. cor.) - Nella terza e conclusiva lezione del ciclo “Voci ebraiche nella letteratura americana” che si è tenuta domenica 6 maggio in Sinagoga Gianni Abbate, per l’occasione supportato da Elio Carmi (nella foto) si è soffermato sullo scrittore Philip Roth, nato nel 1933 e sui suoi due più celebri romanzi: “Il lamento di Portnoy” e “Pastorale Americana”.
Si tratta di un autore “molto prolifico”, ha spiegato il conferenziere, con i suoi trentacinque volumi pubblicati a partire dal primo del 1959 “Addio Columbus e altri cinque racconti” in cui c’è l’affermazione della sua autonomia dall’ebraismo.
Abbate ha sottolineato anche la sua ossessione per le altre culture che si esprimeva con un allargamento affettivo verso donne di altre razze. “E’ stato sempre amato maggiormente in Europa più che in America perché è stato il primo a parlare apertamente di sesso e poi per la critica mossa all’establishment ebraica d’oltre oceano che fortemente radicata nel sistema statunitense non ha mosso un dito per fermare l’olocausto”. Nella “Pastorale Americana”, libro “epocale”, l’autore si interroga invece (ma è una domanda rivolta soprattutto a Dio) sulla sofferenza dei giusti.