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Uccisa da un amico
Omicidio di Ambra: sgomento e incredulità a Valenza
Dopo la confessione di Venturelli
Sgomento e incredulità. Sono i sentimenti che stanno caratterizzando questo weekend triste e surreale a Valenza dove in molti ricordano con affetto e rimpianto Ambra Pregnolato, la maestra d’asilo uccisa venerdì mattina da un amico di famiglia, Michele Venturelli, e ritrovata priva di vita dal marito, Fabio Tedde, orafo, rientrato a casa per il pranzo.
“Una ragazza solare, disponibile con tutti, amante del proprio lavoro” ripetono in città coloro i quali l’hanno conosciuta, anche per ragioni professionali. Sono numerosi infatti i famigliari di ex bambini che hanno frequentato le scuole d’infanzia dove Ambra aveva lavorato (su tutte, quella di via Camurati) a ricordare l’affabilità della ‘tata’ dei loro figli. Apprezzato dalla comunità anche il suo impegno civile, nelle fila del Movimento Cinque Stelle, di cui era attivista: “Abbiamo fatto la campagna delle elezioni amministrative nel 2015 – si legge in una nota diffusa dal movimento - abbiamo condiviso un pezzo di vita, sogni, speranze gli stessi che ti sono stati strappati, portati via in un modo brutale. Da ieri cerchiamo le parole giuste e non crediamo di averle trovate, come facciamo a descrivere l'orrore, lo sgomento, e il dolore di una perdita tutto in un momento solo. Ricordiamo il tuo sorriso, la tua disponibilità e bontà, preghiamo per te Ambra per la tua famiglia per tutti coloro che ti piangono”.
Nella serata di sabato, come noto, la confessione di Venturelli, 46 anni, orafo, padre di un bambino: era già stato ascoltato fino a tarda notte venerdì, poi aveva abbandonato nella mattinata di sabato l’abitazione di via Volta, dove viveva con padre e sorella: i militari dell’arma lo hanno ritrovato, nel primissimo pomeriggio, ferito, sui binari della ferrovia, nei pressi del ponte Tiziano, dove poco prima, sentendosi braccato dai Carabinieri, ed in preda al rimorso, aveva tentato di togliersi la vita, gettandosi sotto un treno, peraltro senza riuscire nel suo intento, pare per un cambio binario di un convoglio. Soccorso e trasportato presso il pronto soccorso dell’Ospedale SS. Antonio e Biagio di Alessandria, è stato ricoverato in prognosi riservata (ma non in pericolo di vita) a causa delle ferite che si è procurato nel tentativo di suicidio. Interrogato alla presenza dell’avvocato d’ufficio, ha subito confessato: secondo la sua versione l’uomo avrebbe intrapreso una relazione sentimentale con la vittima da circa un anno e assidua sarebbe stata la frequentazione della casa di Ambra che, sempre secondo Venturelli, avrebbe espresso all’uomo l’intenzione di volersi separare dal coniuge per poi andare a vivere con lui. Poi il ripensamento della donna: una decisione che gli ha fatto perdere completamente il senno, tanto da estrarre dallo zaino che aveva con se un martello e colpire violentemente e ripetutamente alla testa la quarantenne.
Successivamente resosi conto di quello che aveva fatto, ha cercato di ripulirsi e di cambiare i propri vestiti con quelli del marito della donna, senza riuscirvi. Uscito dall’abitazione, si è impossessato di un paio di scarpe pulite trovate sullo zerbino di un’abitazione del settimo piano, è rincasato e, dopo essersi fatto la doccia, ha raggiunto il torrente Grana per disfarsi dell’arma del delitto e degli abiti sporchi di sangue. Ricoverato in ospedale, in stato di fermo, è piantonato dai Carabinieri.
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