Articolo »
Interventi sul tratto fluviale
Sistema arginale inadeguato: servono puntuali risposte
Il Comitato Alluvionati del Casalese ha nuovamente scritto all’Aipo
Ennesima lettera del Calca (Comitato Alluvionati del Casalese) all’Aipo in merito alla sicurezza idrogeologica del territorio. Poco prima di Natale i rappresentanti del sodalizio hanno risollecitato l’Agenzia sul problema arginale: «Siamo sempre in attesa di un riscontro - scrive nella missiva Massimo De Bernardi, portavoce e vice presidente - ai nostri documenti del 15 e del 30: crediamo che due mesi siano un tempo più che sufficiente per poter preparare una vostra risposta puntuale e concreta alle nostre osservazioni e richieste. Vi ricordiamo che solo pochi mesi fa il nostro territorio ha vissuto una nuova emergenza alluvionale: è sempre alta la preoccupazione dei residenti di Casale Popolo, Oltreponte e di Terranova (frazione evacuata lo scorso mese di aprile), se ci aggiungiamo anche il quartiere Nuova Casale superiamo abbondantemente le 8.000 persone, oltre un quarto della popolazione di Casale Monferrato, senza contare i 1.300 abitanti di Morano».
Per questi motivi «chiediamo nuovamente di poter visionare e di avere una copia dello “ Studio AL-E -1770- Modellazione idraulica propedeutica alla definizione di un nuovo assetto del tratto di Po casalese nell’ambito della progettazione preliminare dell’intervento denominato area di laminazione PO2 - Studio completo effettuato dall’ing. Marazzina. Questo studio/progetto è stato ultimato a fine 2022 pertanto in qualità di Portatori di Interessi della popolazione chiediamo la disponibilità a fornire in maniera trasparente quanto richiesto».
«Nel Progetto Aipo commissionato a Idrostudi “AL E 1792 – Lavori di rimaneggiamento della soglia e adeguamento dell’argine maestro in sponda sinistra del fiume Po in corrispondenza di Traversa Lanza nei comuni di Morano Po e Casale Monferrato – Progetto di Fattibilità Tecnico – Economica a pagina 16 viene scritto: “Il sistema arginale attualmente esistente in sinistra idraulica è inadeguato alle esigenze di sicurezza degli abitati e delle infrastrutture con particolare rilevanza nel tratto in corrispondenza del centro abitato di Morano sul Po”».
E ancora: «“Da una analisi dei profili longitudinali del tratto arginale oggetto degli interventi di adeguamento, la sommità dell’argine esistente si presenta generalmente superiore rispetto alla quota del pelo libero dell’evento di piena del 2000 ma in ogni caso non sufficiente a garantire il franco minimo richiesto di 1 metro in particolare, nel tratto arginale in corrispondenza del centro abitato di Morano sul Po, approssimativamente tra le progressive chilometriche di progetto1+000 e 4+300 si ha la situazione più critica in quanto l’altezza della sommità arginale esistente risulta addirittura inferiore a quella del pelo libero della piena di riferimento”».
In poche parole, per il Calca, significa che «in caso di evento di piena come nell’ottobre 2000 l’acqua passerebbe sopra l’argine a Morano per un tratto di oltre 3 chilometri e oltre ad allagare Morano si riverserebbe a valle - come nel 2000 - inondando anche Casale Popolo, Oltreponte e poi Terranova!».
«Come ben comprenderete tutto ciò non è assolutamente accettabile e tollerabile dopo 25 anni e soprattutto dopo le decine di documenti che a partire dall’immediato post alluvione 2000 come Calca abbiamo inviato ad Aipo, all’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (AdBPo), alla Regione Piemonte ecc. chiedendo di adeguare gli argini, di verificare le portate del Po nel tratto Crescentino - Valenza, portate secondo noi sottostimate, tutte cose di fatto ignorate sino a poco tempo fa, ne è anche esempio e prova l’arretramento dell’argine in prossimità di cascina Consolata, argine inadeguato perché progettato per una portata di soli 7.450 mc/sec. e con un franco arginale di soli 50 centimetri, deve essere chiaro che anche il tratto arginale dal ponte ferroviario di Casale sino a confluenza Sesia verso Terranova come abbiamo sempre richiesto a questo punto va adeguato garantendo un franco arginale di almeno 1 metro sulle portate di progetto come per l’argine di Morano». Sino ad oggi «non abbiamo ricevuto da Aipo nessun riscontro se il finanziamento richiesto per completare il rialzo arginale Casale – Morano è andato a buon fine, secondo i nostri ultimi dati servivano ancora circa 7, 5 milioni di euro di finanziamento per completare l’opera , vi chiediamo cortesemente di aggiornarci su questa situazione».
Conclude De Bernardi: «Per tutte queste motivazioni attendiamo un sollecito riscontro agli ultimi documenti che abbiamo inviato. Non ricevendo ancora risposte puntuali, trasparenti e concrete in tempi brevi o in mancanza della vostra collaborazione saremo costretti nostro malgrado a trovare altre soluzioni (come già avvenuto in Emilia Romagna) per tutelare l’incolumità e gli interessi dei residenti del nostro territorio».
Profili monferrini
Questa settimana su "Il Monferrato"







