La riflessione - Non liquidate la sicurezza nelle scuole!
di Alberto Marello
Il risultato della conferenza che si è svolta martedì mattina ad Alessandria, con al centro il tema della sicurezza scolastica, è francamente impalpabile. Molti addetti ai lavori cercavano una “risposta dovuta” alla domanda: chi è responsabile della sicurezza degli edifici scolastici? La scuola intesa come “azienda pubblica” - così l’ha definita l’assessore provinciale Moro - la Provincia di Alessandria o il Demanio?
Nessuno sembra volersi accollare la titolarità dell’onere, poi ancora in tempo di crisi economica, quando i soldi scarseggiano. Ma questo ambiguo e pericoloso scaricabarile di responsabilità non può pretendere di trovare la fiducia di chi nella scuola vive la propria quotidianità. Possibile che non si riesca a comprendere a chi spetti l’onere di mantenere a norma e rendere sicure le scuole dove ogni giorno migliaia di persone spendono parte della loro vita? E nel malaugurato caso che avvenga un disastro come quello che accadde alcuni anni fa al Liceo Darwin di Torino (dove perse la vita uno studente di 17 anni), cosa succederà? Chi renderà conto di quanto è stato fatto o di quanto non è stato fatto?
In materia di sicurezza scolastica bisognerebbe lasciar fuori la politica con le sue ripicche e i suoi giochi di potere. Come si può speculare sulla pelle di chi vuole crescere, imparare, pensare ad un futuro nuovo, migliore, diverso? Saranno i presidi degli Istituti a dover rendere conto di ciò che accadrà? Ma, allo stato attuale, di quali mezzi economici dispongono gli Istituti (e dunque i loro dirigenti) per mantenere uno stabile che alle volte può ospitare più di mille persone?
E poi ancora: i presidi, che altro non sono che insegnanti, perché sono costretti ad accantonare la didattica per vestire i panni dell’amministratore? Bene quanto è stato fatto fino ad ora, ma non basta. Serve pianificare i lavori (e attribuire le responsabilità) per il futuro prossimo: per non diventare vittime di uno stupido cavillo burocratico.