Lo scolmatore di Pobietto di Morano sarà realizzato. È quanto deciso dalla Conferenza dei Servizi che si è svolta mercoledì scorso in Regione a Torino. Un incontro molto importante che riguarda le opere di sicurezza idraulica nei territori rivieraschi al Po.
«Sia l'Autorità di Bacino che l'AIPO e tutti i soggetti presenti all'incontro compreso il Parco del Po - spiega il sindaco di Trino, Giovanni Ravasenga - hanno dato assenso positivo al progetto che, dopo la relazione della Conferenza dei Servizi, dovrà essere deliberato dalla Regione. Ovviamente ci sono prescrizioni e osservazioni che si dovrà tenere conto al momento della sua realizzazione».
Assente alla Conferenza il Comune di Morano sul Po che si è dichiarato contrario all'opera: «La scorsa settimana - commenta il sindaco Enzo Piccaluga - la Provincia di Alessandria ha deliberato l'incarico per realizzare uno studio sul progetto e sullo scolmatore per analizzare i rischi che comporta sul territorio ed in particolare per Morano. Abbiamo mandato una lettera alla Regione per comunicare questa iniziativa chiedendo una sospensione della Conferenza dei Servizi, al fine di presentare i risultati dello studio».
Un appello che è rimasto inascoltato: «Il presidente della Conferenza dei Servizi - fa sapere Ravasenga - ha dichiarato inammissibile questa richiesta in quanto non esistono più i tempi tecnici per dibattere la questione. Sarebbe stato diverso se tale iniziativa fosse stata presa nel mese di settembre o di ottobre dello scorso anno. Comunque con tutti i pareri favorevoli, il progetto è stato approvato».
Morano non esclude ulteriori azioni contro il progetto: «Se nessuno ci vuole ascoltare - ha concluso Piccaluga - allora impugneremo il progetto e faremo ricorso al TAR».
Insomma sulla vicenda non è ancora detta l'ultima parola. Intanto la minoranza consiliare di Morano composta da Aldo Timossi, Paolo Migliavacca e Mario Ciancilla insieme a Dino Canepa come "consulente", nei giorni scorsi, ha incontrato il direttore regionale delle Opere Pubbliche e Difesa del Suolo della Regione, Giovanni Ercole, delegato dall'assessore alle Opere Pubbliche Bruna Sibille ed il dirigente del settore Difesa Idrogeologica Carlo Pelassa (responsabile della valutazione per lo scolmatore di Pobietto) con il collaboratore Roberto Fabrizio. «Un incontro per affrontare diverse problematiche - fanno sapere i moranesi - riguardanti la situazione dei lavori fatti sul Po e le prospettive dei progetti in corso tra cui l'allargamento del ponte di Trino e il sistema delle arginature. Si è sottolineata la situazione dei lavori già svolti e che, secondo i dati dell'Autorità di bacino, in due tratti nel territorio di Morano hanno un "franco" inferiore al metro e potrebbe raggiungere forse minimi di 20 centimetri; un dato che preoccupa, perchè il maggior livello serve a contenere una piena pari a quella del 2000, ma gli stessi tecnici sostengono che in fatto di portate massime di piena la stima "dipende da molti fattori e varia dal 5 al 10%", inoltre "non esistono limiti superiori certi ed assoluti". Nel caso di Morano, un 10% sugli 8.000 metri cubi al secondo dell'alluvione 2000 porterebbe a quasi 9.000 metri cubi, con tutti gli interrogativi sulla tenuta dell'argine! A questo proposito sarà comunque necessario il contestuale ridimensionamento della diga alla "Bria", che costituisce un ostacolo al deflusso delle piene e potrebbe incidere negativamente sulla tenuta arginale a valle di Morano come accadde nel 2000». In tema di laminazione «abbiamo constatato l'indisponibilità ad un rinvio della Conferenza dei Servizi per lo scolmatore di Trino. In proposito abbiamo insistito sulla necessità di realizzare progetti a monte destinati ad alleggerire le piene verso Morano, così come ipotizza l'Autorità di Bacino per l'area in sponda sinistra a Fontanetto e in sponda destra in territorio di Gabiano. Si deve comunque andare alla realizzazione di tutte le aree, con livelli accettabili, e di eventuali altri progetti come il canale di gronda a Fontanetto, perchè non possiamo accettare che ricada solo su Morano il rischioso onere del contenimento alluvionale».