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  • 07 settembre 2011
  • Spinetta Marengo

Finale con botto (e sorpresa) alla Fraschetta

Questa sera, mercoledì, a Spinetta Marengo andrà in scena forse un colossal, forse un dramma, forse la gara che non t’aspetti o l’esito più scontato. Dopo quanto visto, e non visto, nello scorso weekend, si è toccato con mano quanto sia sottile la linea che divide il certo dall’impossibile e quanto la verità, vista da qualunque angolazione, da ciascun atleta o dal commentatore, sia quanto mai intangibile. Alle 20,15 prenderà il via la 43ma prova, nonché sesta e ultima tappa del Gran Prix della Fraschetta, mini-campionato nel campionato AICS, che, sotto le luci artificiali del paese, sancirà i vincitori della piana alessandrina. Siccome più di un filo lega questa gara a quanto successo nello scorso fine settimana, procediamo con ordine. Già si è parlato del successo di adesioni a La Cittadella, in quel di Casale, ma, dei 130, tantissimi provenivano dal vercellese, dal pavese o erano monferrini non competitivi. Se sommiamo invece gli ammessi alle classifiche di Pietra Marazzi (86 di cui 34 tesserati AICS), della stessa Casale (83 e 32), di Pasturana (82 e 28) e di Litta Parodi (81 e 34), otteniamo a malapena i numeri di due gare decenti. Consideriamo inoltre che Litta Parodi era la quinta prova del Gran Prix ed avremo un flop notevole, anche perché domenica c’erano altre competizioni in contemporanea. Cinque gare in quattro giorni (evitiamo di includere le “non competitive” ma pure lì qualcuno s’è perso). Gli atleti, alla fin fine, sono sempre quelli e non sarebbe carino segarli in due. Riassumere tutte queste “ciance” in un sol termine? Inflazione (fatto). PASTURANA – 41ma prova – Dici Silvio Gambetta (20’23”), Mattia Grosso (20’50”) e Paolo Dalia (20’55”) sui 6 km. A parte i tempi, puoi stilare la classifica prima del via. Il vignalese si concede un allenamento e il “povero” Paolo arriva ancora una volta vicino alla seconda piazza ma Mattia, quest’anno, è proprio la sua bestia nera. Come per l’Avis a Casale, qui è una gara in famiglia per la Novese. Le due prove, come previsto, si annullano i punteggi a vicenda. Stesso riff per la classifica femminile. Ilaria Bergaglio (ma và… 23’49”), Michela Ottria (24’36”) e Susanna Scaramucci (24’58”). Ci sia concesso citare anche la quarta, Daniela Bertocchi, che sta “volando” nella categoria B. Stiamo abituandoci al “copia-incolla”. E attendiamo il rientro di Francesca Contardi, versione “aprés Mont Blanc”. Le classifiche reclamano il suo nome. LITTA PARODI – 42ma prova – Per essere una “lunga” è forse corta, 9 km e 600 metri, ma Daniele Novella (33’23”) si accontenta. Sta preparando una “mezza” ed è più programmato di Teminator. Non programmato a uccidere, però, perché Alex Zulian (34’24”) ancora non “tira”. Chi pare fare più sul serio è l’astigiano Rosario Ruggiero, terzo in 34’48”. E 18 secondi dopo chi ti taglia il traguardo in un impeto di follia creativa? Francesco Torino. Non solo. Si lascia dietro di qualche decina di metri nientemeno che Grosso e Alessio. Silenzio… fate finta di non vederlo… Se veramente ha deciso di correre da qui alla fine del campionato qualche sorpresa il ventiduenne casalese ancora può averla in serbo. Ad ogni gara aumenta il numero dei giri (del motore). Massimo Mansella è stato costretto al ritiro da un fastidioso, probabile virus. Paolo Bertaia, sazio dopo la vittoria casalese, si allena “ciacolando” beatamente con Chivetto. Anche la sorellina di Francesco Torino, la “Chicca”, benchè alle gare lunghe non sia abituata, se la cava benino. Maria Rita è seconda (42’41”) dietro alla galattica Elehanna Silvani (38’19”) e davanti all’astigiana Simona Piano (43’52”). Ma la vera sorpresa è il basso numero di iscritti per una gara della Fraschetta. Il chè comporta avventurarci nel… GRAN PRIX DELLA FRASCHETTA – Ricordando che è aperto a tutti i tesserati, non solo AICS, e che vengono conteggiati i migliori cinque piazzamenti su sei prove, ecco come si arriva, con non poche sorprese e suspence, alla gara conclusiva e decisiva di questa sera. Proprio per i pochi iscritti di Litta Parodi, chi sperava di chiudere i conti inanellando il quinto punteggio alto è rimasto deluso. Dicasi di Daniele Novella, cui bastavano 26 iscritti in più per essere campione con un turno d’anticipo e dare forfait stasera, che nel suo percorso d’avvicinamento alla maratonina era cosa prevista. Ora invece dovrà necessariamente gareggiare, perché il ligure Galatini lo supererebbe agevolmente (a Spinetta ce ne saranno di punti, eccome…). Pazzesco quanto accaduto in campo femminile. Rimanendo sulle corse piane, è fuor di ogni dubbio che la Silvani sia molto più forte della Bergaglio. Ma la roulette degli iscritti (o un calcolo mal riuscito?) ha voluto che Ilaria saltasse la gara di domenica scorsa, rimettendoci pochissimo, mentre la pur forte Elehanna da Tortona non si è presentata a Bosco Marengo, dove “pagava” molto. Pura congettura. Sarebbe bastata la presenza a Litta del “blocco” Avis (in assenza di un certo impegno improrogabile) che ora il risultato sarebbe capovolto. No. Levatevi dalla testa che Ilaria sia nei programmi di tesseramento casalesi. E’ solo per sottilineare come un qualunque particolare possa spostare l’ago della bilancia. Si disquisiva tra amici come non esistano regolamenti perfetti che garantiscano la vittoria del più forte. Così è, se vi pare. Ognuno la chiami come vuole (fortuna dell’una… leggerezza dell’altra…); fatto sta che se stasera non chiudono a chiave la Bergaglio nel forte di Gavi il finale a sorpresa (ora non più) è servito. Nei podi di categoria qualcosa di monferrino potrebbe entrarci, ma lottando con i denti. Nella A maschile il favorito è l’astigiano Braccini mentre Grosso ha un secondo posto ipotecato. Mansella e Canepa sono entrambi “giù di baracca” e non si sa se saranno in gara per la terza piazza. Nella B l’avisino Chivetto ci proverà e dovrà vedersela per un posto sul podio con il perdente tra Galatini e Novella nonché Dalia e Vescovo. Leggiamo Melis, Zucca e Tomaghelli per la C mentre la vittoria della D dovrebbe essere saldamente nelle mani di Zarrillo. Menegaldo o Odicino ? Odicino o Menegaldo ? Così in campionato, così alla Fraschetta tra i veterani. La A femminile sarà la “consolazione” per la Silvani mentre nella B podio sicuro, se gareggia, per la Doro. La posizione è tutta da giocare, con la Lassen a guidare e la Sciarabba a inseguire. CLASSIFICA CAMPIONATO AICS – Tante gare ravvicinate, pochi punti in palio. Pochissimi hanno portato a casa qualcosa e la classifica si è mossa appena appena. A squadre la Novese si è ormai involata. 27 punti di vantaggio sull’ Avis, che a sua volta ne vanta un’enormità sula Solvay, hanno praticamente deciso le prime due piazze, a otto prove dal termine. Simone Canepa non si migliora da 12 giornate (Frugarolo) e stasera probabilmente darà forfait per un malanno stagionale. Una vera sfortuna, in una gara in cui è potenzialmente possibile abbattere quel 37 che pare insuperabile. Mattia Grosso ha invece incamerato due risultati utili a Gavi e Pietra Marazzi (correndo molto bene) ed ora è a soli 26 punti dal valenzano e con “abbattimenti” più abbordabili (31 e 33). Con Taverna stabile al terzo posto, l’Avis potrebbe in ogni caso occupare due dei tre gradini finali con buona soddisfazione, trattandosi della categoria più giovane. Nella B favoritissimo Dalia mentre l’avisino Bertaglia può tentare la terza piazza (che, in verità, dipenderà molto dalle prove di Scabbio, non sempre in gara per i turni di lavoro). Spinoglio ha ancora in mano lo scettro del comando nella C, con il compagno giallorosso Peruccio in rimonta. Vietato abbassare la guardia con il novese Lacertosa. Le due categorie superiori rispecchiano l’andamento della Fraschetta con i tre nomi destinati alla leggenda: Zarrillo, Menegaldo e Odicino. Nella stessa leggenda due nomi ci sono già: Francesco Gota e Mario Milone. Classi 1933 e 1929. Un applauso. Al femminile Ottria e Bertocchi stanno pian piano staccandosi dal gruppo.

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