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A Vignale

Ex chiesa dei Batù: un maggio verde con “Arboretum”

Visitabile ogni sabato e domenica dalle 15 alle 18

Si tinge di verde il maggio del Club Unesco “Monferrato degli Infernot”. Il collettivo, cavalcando ancora l’onda lunga dei festeggiamenti del primo decennale dei Paesaggi Vitivinicoli Patrimonio dell’Umanità, ha inaugurato lo scorso mercoledì, alla Chiesa dei Battuti, la retrospettiva fotografica “Arboretum”, aperta al pubblico fino al prossimo 30 giugno.

La collezione, nella firma “unica” di Alberto Maffiotti, Presidente del collettivo, abbraccia cinquanta scatti nei quali l’occhio dell’artista imprigiona l’essenza profonda degli alberi, custodi silenziosi del tempo e testimoni viventi della storia del nostro pianeta. In archivio un patrimonio di ben 8mila fotografie, Maffiotti ha predisposto una scrematura preliminare delle 150 più rappresentative, giungendo alla cinquantina finale da esposizione.

Le opere, prevalentemente in bianco e nero, con tocchi di colore emersi a sottolineare particolari momenti di connessione con la natura, si fondono in una narrazione visiva che trascende il semplice atto dello sguardo: ogni immagine esprime una storia e traccia un invito a contemplare l’infinita varietà di forme, texture e sfumature che la natura scolpisce “pazientemente” nel legno e nelle foglie.

A definire il percorso di visita di “Arboretum” intervengono le quattro sezioni in cui è suddiviso l’intero catalogo: un “mappamondo” della biodiversità globale, immortalato dalla sensibilità e dalla poetica “green” di Maffiotti, lungo un’autostrada del regno vegetale che accosta, incorniciandone le singole meraviglie, la Namibia e l’Orto Botanico di Roma, l’isola di Madeira e la Sicilia, l’America Settentrionale con Napoli e Sorrento e, ovviamente, il Monferrato.

“Sinfonia di Radici e Pennelli” suggella l’intima connessione tra il mondo della fotografia e quello della pittura, omaggio alla reciproca ispirazione e al dialogo che da sempre intercorre tra le due forme d’arte.

“Dialoghi Verdi” ispira la connessione e il confronto tra natura selvaggia e urbanità, tra l’indomito spirito dei boschi naturali e la calma pianificata della natura dei contesti urbani. Il set di immagini stimola, inoltre, il visitatore alla riflessione sopra quesiti quali il problema dell’armonizzazione fra “selvaggio” e “civile”, la tutela del delicato equilibrio che ci lega al nostro ambiente naturale e la costruzione di spazi urbani votati ad una maggiore vivibilità e salubrità.

Attualità e provocazione si insinuano, quindi, nella sezione “Respiro del Pianeta”, dedita a illustrare e meditare sull’impatto del cambiamento climatico sui boschi naturali. Gli scatti traducono la bellezza e la resilienza delle foreste, ma ne sottolineano anche la vulnerabilità di fronte al crescendo esponenziale di fenomeni estremi, quali siccità prolungate, incendi devastanti, tempeste inaspettate e diffusione di specie invasive.

Monferrato “superstar”, infine, in “Tessitura di Terra e Foglie”, uno speciale focus sul nostro territorio e i boschi naturali nel Paesaggio Patrimonio dell’Umanità. Colline ondulate intervallate da filari di alberi e vigneti ordinati, antiche foreste che fiancheggiano castelli e borghi storici, il gioco di luci e ombre a dipingere ogni stagione con un unico pennello: il tributo alla bellezza “wild” del Monferrato si fa anche “promemoria” della sua fragilità e del bisogno di protezione in un’era di cambiamenti globali.

“Arboretum” sarà visitabile ogni sabato e domenica dalle 15 alle 18.


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Noris Morano

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