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  • 09 giugno 2020
  • Casale Monferrato

Bla Bla Balbo

“Lettere dal fronte” (scolastico) raccontano il Covid

Progetto «Racconti dell’oggi per il lettore del domani»

È nata una nuova rubrica all’interno del progetto “Bla Bla Balbo”: una pagina di «racconti dell’oggi al tempo del coronavirus per un lettore del domani».

Portato avanti da alcune classi del biennio del Lanza, sarà online ogni martedì e sabato: «Consigli su come vivere, sentimenti, confessioni, racconti... insomma tutto il bagaglio culturale e i consigli pratici che servono per crescere a distanza in tempi difficili come questi». A curare i “Racconti” è l’attrice e docente Ombretta Zaglio in collaborazione con i prof Luigi D’Avanzo e Pierfrancesco Manca.

«Il progetto - spiega la prof Zaglio - prevede l’elaborazione di racconti scritti dai ragazzi sulla loro esperienza di quarantena e molto altro. Il titolo ricorda uno splendido testo di Francesco De Gregori, ma io ne vorrei citare un altro a rinforzare l’importanza di questo nuovo spunto di riflessione sulle nostre pagine, quelle degli allievi made in Balbo. E quindi: “Eccoci qua, siamo venuti per niente, perché per niente di va”: la storia oggi, la storia siamo noi è nata per restare».

«Raccontare cosa sta accadendo oggi nei nostri pensieri, nel nostro cuore, nelle nostre azioni diventa quasi un atto liturgico - commentano i ragazzi protagonisti - una testimonianza di ciò che viviamo, un documento per chi in futuro vorrà studiare questo periodo, una sorta di “lettere dal fronte”, un fronte scolastico in questo caso, con l’utilizzo della didattica a distanza , dove la casa è un luogo di comunicazione e studio. “Nessun luogo è lontano”, scrive Richard Bach, un invito, una certezza a essere vicini in questa lontananza forzata».

Sono circa 70 i racconti già raccolti tra gli allievi del biennio del Lanza: «La mia richiesta ai ragazzi è stata: cosa è cambiato, a cosa hai rinunciato, cosa si è potenziato, cosa hai scoperto? - spiega la prof Zaglio - Raccontacelo: trova un angolo tutto per te e scrivilo lascia che le parole accadano. I ragazzi hanno risposto con entusiasmo a questa proposta, un modo per avviare una riflessione sulla lingua cambiando punto di vista, ma non solo, un modo per conoscere i compagni, il loro lato nascosto, un modo per comunicare nonostante la non presenza, utilizzando la didattica a distanza, la sua “sconnessione”, la sua difficoltà, ma a dispetto di ciò, una possibilità per stabilire relazioni anche nella distanza così da cominciare a settembre con uno spirito di classe, mi auguro rafforzato. I racconti rappresentano uno spaccato di vita “in casa”, “in isolamento”, che parla di affetti, paure, desiderio di ritornare al proprio Paese: un campione di umanità giovanile raccontata per un lettore del domani o uno storico del futuro. In futuro mi piacerebbe poterle raccontare “in presenza” queste storie o raccoglierle in un libro con le riflessioni degli esperti. Nel frattempo, alcuni di questi studenti stanno trasformando i loro racconti in clip video… prossimamente...».


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