Perché un giovane dovrebbe partecipare ad un convegno storico... e di domenica mattina?
di Giulia Corino
Perché un giovane dovrebbe partecipare ad un convegno storico, alle 10 di domenica mattina, invece di continuare placidamente a dormire nel suo letto?
Perché è un’occasione imperdibile….
Perché in quelle tre ore trascorse nella Sala Consiliare di Frassineto Po, quello stesso giovane ha avuto l’occasione di aprire gli occhi su un mondo lontano, eppure vicinissimo; un mondo che riguarda proprio il nostro territorio, dove ci muoviamo ogni giorno, ciechi ed inconsapevoli della Storia che l’ha animato!
Domenica 29 agosto si è tenuto, presso il Comune di Frassineto Po, il Convegno dedicato alla figura di Margherita Paleologo, organizzato dal Circolo Marchesi di Monferrato, con la partecipazione del Prof. Roberto Maestri, del Prof. Pierluigi Piano, del Senatore Angelo Muzio e del Dott. Massimo Carcione.
Chi ricollega istintivamente alla parola “convegno” l’idea di libri polverosi e difficoltà a mantenere alta l’attenzione, si sbaglia, almeno in questo caso particolare.
La vita di Margherita Paleologo, abilmente delineata dall’intervento del Prof. Nervo, non ha nulla da invidiare alle moderne fiction televisive, a dimostrazione che la Storia è non solo l’oggetto di interrogazioni scolastiche, ma anche la narrazione di una vita degna di nota, di battaglie mozzafiato e di intrighi politici. Il tutto condito da suspense e da un pizzico di mistero, cui talvolta non difetta una striatura di “giallo”.
La giovane Margherita Paleologo, nata a Pontestura nel 1510, sposa poco più che ventenne il Marchese di Mantova, Federico Gonzaga e, raggiunta la città gonzaghesca, viene inizialmente relegata nella Palazzina della Paleologa, per lei edificato dall’architetto Giulio Romano.
Il Marchese Federico era già da tempo innamorato della nobildonna mantovana Isabella Boschetti, che si diceva gli avesse già dato due figli nonostante fosse già sposata e per cui aveva fatto costruire, sempre dall’architetto Giulio Romano, lo splendido Palazzo Te, appena fuori Mantova.
Ma il Destino “possiamo ingannarlo ma non cambiarlo” e dunque, dopo aver dato al Marchese ben 7 figli, la giovane Margherita, alla morte del marito nel 1540, assume la reggenza del Marchesato divenuto nel frattempo Ducato, fino alla maggiore età del figlio primogenito Francesco, uscendo dall’ombra in cui era stata relegata dal marito e dalla sua amante, divenendo a tutti gli effetti una “donna di potere”.
E’ un vero riscatto per questa giovane fanciulla, proveniente da Casale Monferrato, scelta quasi inaspettatamente, dopo un complicato intreccio di maneggi politici internazionali, per diventare la moglie di Federico Gonzaga. Il Marchese aveva in precedenza rifiutato di sposare la sorella, Maria Paleologo, accusandola di aver tentato di avvelenare la sua amante, la bella Boschetti.
Non vi era stato, da parte di Maria, alcun tentativo in questa direzione, semmai ad ordire una congiura era stato proprio il marito tradito della Boschetti, ma il pretesto serviva al Marchese per liberarsi da un matrimonio divenuto inutile e scomodo.
Non bisogna dimenticare che Margherita di cognome faceva Paleologo ma, per parte di madre, si chiamava D’Alencon…..sua madre infatti altri non era che la famosa Anna D’Alencon, abilissima donna politica, di cui conserviamo in città il celebre e bellissimo palazzo.
Margherita saprà farsi ricordare e amare dai sudditi mantovani per la saggezza e l’equità con cui governerà il Ducato, senza mai dimenticare le sue origini monferrine e dunque cercando di favorire anche la sua città d’origine attraverso la promozione dei rapporti politici a culturali tra le due città.
Con Margherita si estingue la dinastia dei Paleologi; il fratello, unico successore maschio, morirà senza eredi per una caduta da cavallo al Ronzone, e il Monferrato passerà ai Gonzaga di Mantova… ma questa è un’altra, seppur avvincente, storia.
Il convegno si è concluso con l’apertura di uno spiraglio sul futuro.
Sia il Senatore Angelo Muzio che il Dott. Carcione hanno evidenziato come la globalizzazione possa essere un abile pretesto per far conoscere al mondo le piccole realtà locali, quale per l’appunto il Monferrato e la sua storia millenaria e grandiosa.
Senza conoscere le proprie radici non si possono neppure intravedere le strade possibili per il futuro ed è proprio per questo motivo che i giovani dovrebbero partecipare a incontri di questo tipo, come ho fatto io, entusiasta, in una domenica di sole a Frassineto Po.