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Coronavirus

Il Sindaco di Grana: «Tamponi alla Casa di Riposo o dovrà chiudere il paese»

Oggi a Grana si contano tre contagi e sei quarantene; ma preoccupa la situazione delle Rsa

«Deve essere chiaro: se non vengono a fare i tamponi alla Casa di riposo, sarò costretto a chiudere il paese per tutelare la salute di tutti». Il primo cittadino di Grana Cristiano Gavazza non usa mezzi termini e lancia un appello chiaro alle istituzioni e all’Asl di Asti: aiutateci.

La voce è ferma e risoluta, ma il tono fa presagire la preoccupazione e la difficoltà nel gestire una situazione straordinaria. «Da buoni monferrini siamo abituati a cavarcela da soli, ma in questo caso non possiamo: per favore fate presto», prosegue Gavazza.

Anche Grana sta vivendo nelle ultime settimane quella che è ormai la questione più spinosa e complessa in questo periodo di emergenza sanitaria: il grido d’aiuto proveniente dalle Case di riposo che spesso rimane inascoltato. «Ho emesso con un’ordinanza la chiusura immediata della nostra Residenza per anziani ‘Colli Divini’ perché ad oggi abbiamo all’interno persone che presentano tutti i sintomi da Covid-19 ma i tamponi non sono stati ancora fatti, nonostante il sopralluogo dell’Asl». Gavazza spiega nel dettaglio la situazione del suo comune sin dall’inizio. «Il 3 aprile scorso c’è stato il primo caso accertato di un ospite della casa di riposo che viene ricoverato all’ospedale di Asti e, dopo aver ricevuto il tampone, è riconosciuto positivo al virus. L’Asl manda subito in struttura il personale dell’Usca, l’Unità speciale di continuità assistenziale, che visita 18 pazienti, 14 dei quali presentano febbre e tosse, 4 solo con tosse. Non fanno però nessun tampone. A questo punto i parenti dei nostri anziani vogliono portare a casa i loro cari, perché impauriti che possano contrarre il virus. Immaginate il rischio di contagio che si sarebbe venuto a creare. Avremmo dato il via a un focolaio che in poco tempo avrebbe colpito i granesi e contagiato inevitabilmente gli abitanti dei paesi vicini. Siamo riusciti a dissuadere i familiari insieme alla direzione della residenza guidata da Giulia Venturini e l’ordinanza emessa nei giorni scorsi vieta nel modo più assoluto l’entrata e l’uscita dalla struttura, salvo il personale che vi lavora».

Oggi a Grana si contano tre contagi e sei quarantene e sono tutti fuori dalla Casa di riposo. «Ma non sappiamo– prosegue il primo cittadino – se nella struttura ci sono casi di persone positive, personale compreso, perché non sono ancora venuti a fare i tamponi. Capisco la grande difficoltà e che il personale dell’Asl si sta spendendo moltissimo, ma abbiamo bisogno urgentemente di sapere se ci sono dei casi tra i nostri anziani così da poter gestire al meglio la situazione». Infine, anche per quanto riguarda le quarantene accertate Gavazza, come altri sindaci del territorio, lamenta la lentezza nell’aggiornare il portale dedicato ai sindaci in cui la Regione segnala comune per comune i casi positivi e le quarantene predisposte. «La velocità è fondamentale in una situazione come questa in cui sapere subito se una persona deve rimanere in quarantena e non può uscire neanche per fare la spesa è di vitale importanza per fermare il propagarsi del contagio». L’appello di Gavazza è forte e chiaro: «l’emergenza sanitaria e il rischio del propagarsi del contagio c’è. Non voglio essere costretto a chiedere alla Regione di farmi chiudere Grana. Per favore venite a fare i tamponi».