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Morano: fumata grigia tra Comune e Parco

Fumata grigia quella tra Comune di Morano e Parco del Po dopo l'incontro di mercoledì scorso a Torino. Un confronto sui temi di Ghiaia Grande, Pobietto, tutela dell'ambiente che avevano visto l'amministrazione comunale del paese monferrino prendere la decisione di abbandonare il Parco. Un confronto che ha visto come mediatore l'assessore all'Ambiente, Parchi e Aree Protette, Nicola De Ruggiero: «Dobbiamo ringraziare l'assessore - afferma il sindaco Enzo Piccaluga che con il vice Mauro Rossino ha partecipato all'incontro - per la sua volontà di discutere e di affrontare questa problematica. Il Parco prende le decisioni sopra le nostre teste: un comportamento inaccettabile in quanto si parla del territorio di Morano e il Comune e la cittadinanza devono essere informati». E allora cosa si è deciso: «La riunione - risponde Piccaluga - non aveva lo scopo di prendere una decisione ma di confrontarsi e discutere di quello che è successo e di quello che succederà. Ad esempio il piano di recupero di Pobietto inserito nel PISL Natura: è stata informata la Regione, l'ASL di Vercelli ma il Comune non sapeva nulla. È vero che l'amministrazione ha dato parere favorevole al PISL ma si trattava di un giudizio su di un piano generale. Invece qui si sta parlando in particolare di Pobietto e il Comune vuole capire che tipo di intervento il Parco intende fare». E allora cosa potrebbe capitare: «Ripeto il Parco non può prendere decisioni senza consultare le amministrazioni comunali e nemmeno fare lavori senza informare il Comune. L'intervento di Pobietto inserito nel PISL è un esempio di come si comporta questo ente: è la dimostrazione di un atteggiamento inaccettabile. Inoltre, se vogliamo dirla tutta, il Parco, per effettuare i lavori, deve sempre chiedere l'approvazione al Comune... quindi non si riesce a capire quale è il modus operandi dell'ente che prima o poi deve sempre contattare il Comune. Anche l'assessore De Ruggiero si è meravigliato di come il Comune non sia stato informato!». Insomma pur discutendo le posizioni non cambiano? «Fin quando l'ente Parco continuerà con questi comportamenti - conclude il sindaco - il Comune di Morano protesterà, chiedendo la sua recessione. E non penso che le cose andranno meglio in futuro: tanto per capirci il Parco ha ancora da pagare una multa di 1032 euro per una manifestazione non autorizzata che si è svolta durante Riso & Rose!». Sui rapporti tra Comune e Parco interviene con una lettera all'assessore regionale anche Paolo Migliavacca, capogruppo della minoranza consiliare di Morano: «I rapporti tra Comune ed Ente sono da tempo molto difficili quando non inesistenti - anche per un cattivo porsi del personale di vigilanza con la popolazione locale, in primis gli agricoltori - ed ultimamente divenuti assai tesi per una contestata vicenda di autorizzazione di cava in località Ghiaia Grande, intervento formalmente presentato come "rinaturalizzazione" ma che riteniamo invece di demolizione dell'habitat naturale. Confermando che come Gruppo di minoranza abbiamo votato la delibera nella quale si chiede - senza dubbio, provocatoriamente - di rivedere i confini del parco, non possiamo però evidenziare il netto dissenso dalle intenzioni che il sindaco ha espresso in modo formale nella lettera di richiesta dell'incontro, laddove specifica che in attesa di colloquio "l'Amministrazione non ritiene di essere vincolata alle normative" del Parco. Simile affermazione, che va ben al di là di quanto votato dal Consiglio comunale, rappresenta un assurdo giuridico ed una sciocchezza amministrativa, oltre ad un pericoloso lasciar intendere alla gente che intanto si può fare ciò che si vuole (con il rischio di essere sanzionati). Non ci stiamo a simili atteggiamenti».

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