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Allagamenti del Grana: si interviene

Finiranno gli allagamenti di campi nei territori dei Comuni di Bozzole, Giarole e Pomaro, l’allagamento, con conseguente interruzione del traffico, della provinciale Casale – Valenza in prossimità dell’incrocio per Pomaro e Bozzole, gli allagamenti, fortunatamente senza gravi conseguenze, delle prime case all’ingresso di Bozzole e lungo la sponda sinistra del torrente Grana in Giarole? Se lo augurano gli abitanti dei tre Comuni monferrini dopo la firma presso l’aula consigliare di Giarole del contratto di affidamento dei “Lavori di manutenzione ordinaria del torrente Grana nei Comuni di Occimiano, Giarole, Pomaro e Valenza”. Sabato mattina, alla presenza dei sindaci di Giarole Renata Zecchino e di Pomaro Carlo Amisano, di un rappresentante del Comune di Valenza, l’AIPO e la ditta appaltatrice B. M. Costruzioni di Savona hanno sottoscritto il contratto che prevede una serie di interventi finalizzati a prevenire lo straripamento del torrente lungo un tratto che va da Occimiano fino a Valenza. Particolare attenzione verrà data ad alcuni punti “critici” esistenti in prossimità dell’ex mulino di Pomaro o del ponte sulla strada comunale che da San Zeno porta al centro abitato di Pomaro. La vicenda che interessa l’allagamento di una vasta porzione di territorio dei Comuni di Bozzole, Giarole e Pomaro parte da molto lontano e, più precisamente dal 2005 quando la Zecchino iniziò ad inviare segnalazioni di possibili esondazioni del Grana all’AIPO, all’Autorità di Bacino, alla Provincia ed alla Regione. L’ultima lettera, inviata il 30 aprile all’assessore Daniele Borioli, riguarda l’alluvione verificatasi in primavera. A partire dalla settimana prossima i tecnici della ditta appaltatrice faranno alcuni sopralluoghi allo scopo di verificare le condizioni delle sponde del Grana e fissare i primi interventi. Questi consisteranno inizialmente nel taglio della vegetazione onde potere individuare i punti critici esistenti lungo il corso del Grana e consentire il passaggio dei mezzi meccanici. Successivamente si stabilirà dove e con quali modalità intervenire. Il legname recuperato rimane di proprietà della ditta appaltatrice che è disponibile a cederlo. I lavori riguardano anche porzioni di territorio tutelati dal Parco del Po con cui la ditta appaltatrice dovrà concordare rimozioni di terreno, tagli di alberi e altro ancora.

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Federico Nardi

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