Al Teatro Municipale il bel concerto blues di Eric Bibb e Staffan Astner
di a.a.
Quando i riflettori del Teatro Municipale si accendono sul duo formato da Eric Bibb e Staffan Astner, si capisce veramente che, per fare il grande Blues, dalle parti del Mississipi serve poco. Sul palcoscenico ci sono tre chitarre, un amplificatore e due persone che sembrano lì un po’ per caso: uno ricorda Samuel Lee Jackson da giovane, l’altro invece un dentista in vacanza. Poi imbracciano le chitarre, Eric Bibb si accosta al microfono, ed è come vedere uno di quei film nei quali una Cadilac decapottabile viaggia per le grandi pianure americane.
Non saremo mai abbastanza grati per quello che gli appassionati del Blues hanno fatto a Casale: il terreno fertile trovato anni fa da Paolo Bonfanti, che ideò il festival Casale Blues che si tenne con grande successo al Mercato Pavia e seminato oggi dalla Libreria il Labirinto, sempre con l’appoggio del Comune, continua a coinvolgere tanti estimatori entusiasti che, anche questa volta, hanno affollato il Teatro.
Per loro questo concerto di Eric Bibb resterà negli annali. È vero che le radici della sua musica sono profonde e limacciose come l’acqua del Delta, ma grazie alla sua voce profonda, sempre perfettamente dolce e scandita, grazie alla ricchezza degli arpeggi inventati da Astner, si riesce a cogliere tutta la storia della canzone d’autore americana. Vengono in mente i nomi di Bob Dylan, Tom Waits, Leonard Cohen, fino ad arrivare a Ben Harper.
Passato e presente, radici e albero si confondono in testi che parlano di New Orleans distrutta dall’Uragano Katrina e di un disagio sociale che va dalla grande depressione alla crisi globale odierna. E poi anche in due Bibb e Astner sanno fare spettacolo anche senza niente: basta l’epressione dei loro volti durante un assolo per mandare il pubblico in visibilio. Tutti in piedi alla fine. Anche se il duo concede un solo bis, questo è sufficiente per una standing ovation di fronte ad un palcoscenico illuminato solo dalla musica.