«Nucleare mai, o avremo solo guai». È questo uno degli slogan intonati sabato pomeriggio durante la marcia pacifica antinucleare. Duecento persone hanno marciato dalla Stazione Ferroviaria di piazza Dante fino al ponte sul fiume Po, da dove è ben visibile la centrale Enrico Fermi, sotto lo sguardo di Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Municipale. Il corteo era guidato dagli esponenti del Gruppo Senza Sede di Trino, che ha organizzato l'iniziativa in collaborazione con Comitato Antinucleare di Bosco Marengo, Centro del Sole di Verbania, Forum Ambientalista del Piemonte, Gruppo Ambientalista "Salix alba" di Saluggia, Legambiente di Casale, Vercelli, Piemonte e Valle d'Aosta, Pro Natura del Vercellese, Pro Natura Piemonte. Hanno aderito tra gli altri il Partito Democratico di Trino, Legambiente di Piacenza, Coordinamento dei Comitati della Fraschetta, Associazione Uniti a Sinistra del Piemonte, PRC Comitato Regionale del Piemonte, Sinistra Casalese di Casale Monferrato, Verdi Vercelli, Sinistra Critica Piemonte, il Comitato Arcobaleno del Centro Sociale Mattone Rosso di Vercelli, Laboratorio della Sinistra di Vercelli, Medicina Democratica, Monferrato Pulito Onlus, il Comitato "No Bio Etanolo" di Rivalta Scrivia.
Sul ponte si sono tenuti i vari interventi: «Il nostro obiettivo è quello di organizzare diverse iniziative, di discutere e di sollevare i problemi coinvolgendo la gente - ha detto Cinzia Vanni, presidente del Gruppo Senza Sede - tutti sappiamo che i rischi del nucleare sono molteplici. Chi governa non ha il diritto di prendere decisioni così importanti senza interpellare la popolazione». Per Gian Piero Godio di Legambiente «la Regione deve dire no in maniera decisa e anche per questo stiamo stiamo proponendo una petizione affinchè la legge Regionale sia ancora più incisiva. Si prevede infatti che l'energia nucleare verrà prima importata e poi riesportata e questo giochetto si puà fare solo nel Piemonte che però ha già pagato a caro prezzo la presenza del nucleare».
I grandi assenti alla marcia sono stati i trinesi, molti dei quali hanno assistito al corteo solo da bordo strada: «È difficile per un gruppo che opera in una città che ospita un impianto nucleare coinvolgere i cittadini in questo tipo di manifestazioni - spiega Fausto Cognasso - anche perchè Enel e Sogin hanno un potere politico non indifferente. È molto più facile guardare da dietro le persiane. Il nostro intento è però quello di coinvolgere tutto il territorio per riallacciare i rapporti con il vecchio comitato anti-nucleare. Il problema è terribilmente serio e con questa iniziativa vogliamo ribadire la nostra preoccupazione». Erano presenti anche diversi consiglieri regionali: «La presenza di tanti comitati conferma che è possibile un'alleanza tra le varie forze che diventa fondamentale per il futuro. Questo Governo sta pagando una cambiale elettorale - ha detto il consigliere regionale Alberto Deambrogio - noi diciamo no ad ogni tipo di nucleare. In Piemonte, con la lotta abbiamo impedito che si facesse Ignitor e adesso, grazie all'aiuto delle associazioni che si occupano di questi temi, proporremo un ordine del giorno in consiglio regionale per discutere su quale è stata la vita del nucleare in Piemonte». Deambrogio ha invitato tutti a partecipare ad un'altra manifestazione che si terrà ad ottobre: «Oggi le ragioni per essere contrari sono ancora più consistenti rispetto a vent'anni fa - ha sottolineato il senatore Roberto Della Seta, responsabile nazionale per l'ambiente del Partito Democratico - la scelta di ritornare al nucleare condannerebbe questo territorio, facendo in modo che l'Italia resti ancora lontana dalle scelte energetiche rinnovabili. Se ci sarà di nuovo il nucleare, si partirà dai siti già esistenti, questo è già stato ribadito da più parti». I consiglieri regionali di sinistra si sono invece fatti promotori di una raccolta di firme per proporre un nuovo referendum anti-nucleare, auspicando che la battaglia contro il nucleare si leghi anche alla critica contro l'attuale sistema di vita.
Il sindaco Ravasenga
a Roma per il nucleare
Trasferta a Roma nei prossimi giorni per il sindaco Giovanni Ravasenga per discutere dei temi del nucleare. Mercoledì pomeriggio, alle ore 15,30, presso la sede dell'ANCI si riunirà la Consulta dei Comuni Nuclearizzati, la cui delegazione sarà poi ricevuta il giorno successivo, giovedì, alle ore 11,30, al Ministero Attività Produttive, dove i sindaci incontreranno il ministro Claudio Scajola. «Ribadiremo la necessità di concludere il decommissioning dei vecchi impianti - ha commentato Ravasenga - proprio nei giorni scorsi, per quanto riguarda Trino, la Sogin ha fatto sapere che il combustibile verrà allontanato entro il 2011, mentre entro il 2013 avverrà il completamento della dismissione dell'impianto».
Maurizio Inguaggiato