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Coronavirus: moncalvese bloccato in quarantena in Tunisia

Anche un moncalvese coinvolto nelle misure sanitarie di prevenzione all’epidemia da Coronavirus. Sta bene, non presenta alcun sintomo della malattia, ma è obbligato a rispettare la quarantena nella sua casa in Tunisia.

Si tratta di un uomo di 67 anni che lavora in Tunisia da oltre dieci anni vicino a Sfax, seconda città dello stato nord africano situata sulla costa. Il moncalvese, che torna regolarmente in Italia per affari e per trovare la famiglia, era rimasto a Moncalvo qualche giorno a metà febbraio e, dopo una visita in Veneto presso la ditta per cui lavora, il 17 febbraio ha preso un aereo da Milano Malpensa ed è tornato in Tunisia.

Mercoledì scorso, 26 febbraio, è stato contattato telefonicamente dal ministero della salute tunisino perché è stato in Italia, così come hanno fatto con altri italiani, e gli hanno chiesto la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, secondo il protocollo internazionale dell'Organizzazione mondiale della sanità, per 14 giorni consecutivi. È stato avvisato che sarà chiamato giornalmente per verificare la temperatura corporea. Al momento si trova a casa sua in Tunisia, sta benissimo, non manifesta nessun tipo di disturbo e non necessita di essere sottoposto al tampone di verifica.


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