"Le Langhe", intervengono Iaretti, Sirchia e Riccio
di m.ros.
Il dibattito attorno al riordino delle province torna a far discutere la politica casalese. Il Movimento Progetto Piemonte, in una comunicazione ufficiale, «boccia in pieno, senza se e senza ma, le conclusioni contenute nella pubblicazione della Società Geografica Italiana, “Il riordino territoriale dello Stato”, che contengono le risultanze del work shop quasi omonimo “Il riordino territoriale dello Stato. Riflessioni e proposte della Geografia Italiana”, tenutosi l’8 marzo 2013 a Roma».
Coordinato da Michele Castelnuovo, il documento al quale allude il Movimento è stato illustrato nel tavolo tecnico al Ministero degli Affari Regionali il 19 luglio scorso, alla presenza del sottosegretario Walter Ferrazza.
In esso, sottolinea Movimento Progetto Piemonte, «dopo tanta teoria viene preconizzata, quasi sotto traccia, una divisione amministrativa del territorio nazionale in 36 aree, chiamate “sistemi urbani”».
Per quello l’attuale Piemonte vengono individuate 3 zone: uno corrispondente in gran parte all’attuale Provincia di Torino, uno comprendente i territori delle province di Vercelli, Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, il Canavese e la Valle d’Aosta, un altro le province di Alessandria, Asti e Cuneo, denominate “Le Langhe”.
Massimo Iaretti, presidente del Movimento Progetto Piemonte, nella nota diffusa alla stampa, rimanda al mittente l’intera impostazione: «Innanzitutto – nota Iaretti – è da evidenziare il modo assolutamente sotto traccia con il quale si sta proponendo questo studio. Il fatto che lo stesso sito della Società Geografica Italiana dica chiaramente che sia stato discusso in un tavolo tecnico al ministero degli Affari regionali, presente un esponente del Governo, indica che non è uno studio fine a sé stesso, bensì qualcosa di più. In seconda battuta l’impressione è che si sta assistendo ad una proposta di riscrittura del sistema delle autonomie locali fatta a tavolino da persone che non hanno avuto alcun contatto, almeno in Piemonte a quanto mi risulta, con chi vive la realtà di governo locale tutti i giorni. L’impressione è che si prosegua sulla sciagurata strada già avviata con il Governo Monti che ha portato a quel mostro giuridico che è la riforma delle circoscrizioni giudiziarie. La Società Geografica Italiana sostiene di aver agito per creare un sistema basato sulla competitività, sulla sostenibilità (viene il dubbio che anche gli estensori dello studio siano stati presi da un afflato proprio degli economisti) dimenticando completamente un fattore fondamentale costituito dalla storia e della tradizioni di un territorio e delle genti che lo abitano».
E venendo al caso specifico del Piemonte, Iaretti precisa: «A prescindere da ogni ulteriore considerazione contraria, per la quale si potrebbe scrivere un altro studio, anche se non con i mezzi ed il blasone della Società Geografica Italiana, non si comprende per quale motivo si parli di sistema Langhe, unendo un territorio assai più vasto della Langa geograficamente conosciuta e si dimentichi completamente il Monferrato, con la sua storia ed il suo passato di Stato europeo nel Medioevo. Analoga considerazione deriva dalla creazione del sistema Vercelli – Biella – Novara – Verbania – Canavese – Valle d’Aosta che, addirittura cancellerebbe dalla carta geografica la realtà di una Regione a Statuto Speciale qual è la Valle d’Aosta, staccando poi il Canavese e la Città di Ivrea dal futuro ambito della Città Metropolitana di Torino».
Per questo, conclude il presidente di Progetto Piemonte, il movimento «si opporrà, d’ora in avanti, con tutta la forza, il peso e la determinazione di un movimento che ha alla sua radice l’identità del territorio piemontese e delle differenti componenti sociali, economiche, culturali e linguistiche. Nei prossimi mesi, a partire da settembre/ottobre, Movimento Progetto Piemonte organizzerà, in collaborazione con altre forze e con associazioni culturali e storici del territorio, come Roberto Maestri presidente del Circolo I Marchesi del Monferrato tavole rotonde ed incontri per sensibilizzare il mondo politico, economico e culturale piemontese su questo grave, e strisciante, pericolo. Inoltre ribadiremo ai sindaci delle città monferrine la necessità della convocazione degli Stati Generali del Monferrato, peraltro già evidenziata dal sindaco di Casale Monferrato, Giorgio Demezzi».
Anche il Pdl casalese, per bocca del suo coordinatore cittadino Nicola Sirchia, fa sentire la propria voce: «Bene ha fatto il Sindaco Giorgio Demezzi a raccogliere le sollecitazioni che si levavano da più parti e a ribadire con forza il diritto-dovere del nostro territorio a conservare la propria denominazione "Monferrato", non a caso toponimo incluso nella denominazione del Capoluogo Casale e della quasi totalità dei comuni della nostra area».
La proposta del sindaco di convocazione degli “Stati Generali del Monferrato”, Sirchia la ritiene «utile e stimolante» perché «dare una sede, formale o virtuale che sia, alla discussione è sempre cosa buona e giusta, vieppiù se avremo tutti la forza e la capacità di arricchire la stessa discussione con la definizione di obiettivi concreti».
In tal senso, il coordinatore Pdl casalese, rilancia una sua proposta avanzata, qualche tempo fa, su Facebook: «Perché non fare una unica Unione dei comuni del Monferrato casalese con Casale capofila? In questo modo la città avrebbe davvero il ruolo di Capitale del Monferrato e il territorio potrebbe giocare una autorevolezza davvero forte nei ridisegni territoriali. Quando il post apparve sulla mia pagina si aprì una interessante discussione online, peraltro largamente favorevole ad una ipotesi aggregativa del territorio».
La strada intrapresa finora, comunque, agli occhi di Nicola Sirchia, è quella giusta: «Negli ultimi anni, su impulso dell'Amministrazione Demezzi, si son fatte cose interessanti, a cominciare dal Progetto Coesi, che ha messo insieme le Polizie Locali di Casale e di molti paesi del Monferrato che hanno aderito per avere maggior sicurezza. Ma penso anche ai servizi oggi svolti in convenzione dal capoluogo Casale per molti comuni del territorio, da quelli di ambito sociale (esempio asili nido) a quelli più legati allo sviluppo (pratiche urbanistiche, di segreteria generale o di sportello unico per le imprese). Senza dimenticare il lavoro già messo in campo dal compianto collega assessore Augusto Pizzamiglio, che va nella direzione di Casale Capitale del Monferrato. Si tratta di capire se nel prossimo futuro può esserci la volontà di lavorare tutti insieme, città e territorio, per mettere insieme le singole potenzialità e fare del Monferrato casalese una realtà davvero innovativa e propulsiva nel panorama nazionale. D'altra parte la progressiva riduzione di trasferimenti statali e regionali (senza contare la situazione confusa e dissestata della Provincia) e dunque la sempre minor disponibilità di risorse farà sicuramente "aguzzare l'ingegno" verso soluzioni comuni…»
Alberto Riccio, del Comitato Casale Capitale del Monferrato, sostiene che «denominare “Langhe” la nuova formazione territoriale composta dalle province di Asti, Alessandria e Cuneo, rappresenta un insulto alla nostra identità, un’aberrazione storico/culturale, una invenzione geo-politica. Per oltre sette secoli, il Monferrato è stato una nazione europea autonoma e sovrana che dialogava, paritariamente con gli altri stati ed imperi europei (da Marchesato a Ducato, prima di essere soppresso ed annesso ai Savoia all’inizio del 1.700) e nel periodo di massima espansione territoriale, principalmente sotto i marchesi Guglielmo VII (dinastia Aleramica) e Teodoro II (Paleologo), comprendeva vasti territori, tra cui Alba e le Langhe. Ripeto: Alba ha fatto parte dello stato del Monferrato. Giusto per capire le dimensioni di espansione del territorio, si citano le principali città in cui il Monferrato si è espanso: in provincia di Alessandria (Acqui Terme, Casale Monferrato, Murisengo, Novi Ligure, Valenza, ecc.), prov. di Asti (Moncalvo, Costigliole d’Asti, ecc.) prov. di Cuneo (Alba, Grinzane Cavour, Santo Stefano Belbo, ecc.), prov. di Torino (Chivasso, Ivrea, Settimo Torinese, Gassino Torinese, Brandizzo, ecc.) prov. di Vercelli (Trino, Crescentino, Livorno Ferraris, ecc.) oltre ad altri territori nelle province di Novara e Biella e addirittura territori al di fuori della regione Piemonte».
Cosa evincere dal quadro storico illustrato in chiave di opportunità per il futuro? «Certamente l’area territoriale delle Langhe, dal dopoguerra, ha saputo pubblicizzare e “vendere” bene la propria immagine territoriale, anche perché la provincia di Cuneo non ha frapposto ostacoli, anzi l’ha favorita (caso diverso rispetto ai rapporti intercorsi tra la citta di Casale Monferrato ed il suo capoluogo Alessandria), mentre il Monferrato, ancora alla ricerca del proprio marchio territoriale per valorizzarlo, non è riuscito a fare altrettanto. Ciò non toglie che si possano cancellare sette secoli di stato sovrano del Monferrato».
Anche per Riccio, in definitiva, la convocazione degli “Stati Generali del Monferrato” è da salutare con entusiasmo: dopo la nascita dell’Associazione Nuove Frontiere per la Difesa ed il Rilancio di Casale e del Monferrato – «che come dice la denominazione stessa, ha proprio tra gli scopi prioritari, quello della valorizzazione del Monferrato, ma su questo tema ha trovato gran parte delle istituzioni e forze politiche, quanto meno tiepide, nonostante anche parecchie iniziative della collegata lista civica» - «ben vengano gli auspicati Stati Generali del Monferrato, si rispolveri e si esamini il progetto della creazione di un Distretto Territoriale Culturale Interprovinciale del Monferrato, si esaminino le proposte della Lista civica Nuove Frontiere, si convochino tutti i sindaci del territorio del Monferrato Casalese e delle altre aree del Monferrato. Insomma si inizi un dialogo proficuo. Che sia la volta buona per una riappropriazione di identità territoriale, per una svolta positiva e un segnale in controtendenza, un avvio di dialogo nella provincia e tra province?
Se così fosse, vorrei poter concludere con il vecchio proverbio: “non tutto il male vien per nuocere”».