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  • 29 maggio 2026
  • Pontestura

Monferr'Autore

Riccardo Rossi: «Io musicista da grande. A Pontestura racconto i miei vinili»

Stasera al Teatro Verdi

Riccardo Rossi. Ha lavorato con Boncompagni, Carrà e Fiorello

Torna il festival Monferr’Autore. Riccardo Rossi sarà in scena, questa sera, venerdì 29 maggio, alle 21 al teatro Verdi di Pontestura. Noto conduttore televisivo, attore, comico e musicista, recentemente impegnato in “Canzonissima” su Rai 1 il sabato sera, Rossi sarà intervistato da Antonio Dipollina (critico televisivo di Repubblica) e da Enrico Deregibus con focus sulla sua carriera e sui suoi amori musicali. 

Il dialogo si alternerà all’ascolto di brani diffusi da un giradischi o accennati dallo stesso Rossi alla tastiera. La serata è a ingresso gratuito. Il presentatore de “I vinili di...” si è raccontato ai nostri microfoni.

Dopo la vittoria a Roma di Jannik Sinner, ha ammesso sui social che lei e il numero uno del tennis siete fatti della stessa… pasta. Ci racconti.
Un mio omaggio alla pasta e a Jannik, adoro il suo modo di fare, vado in montagna da tantissimi anni e mi riconosco in quella sua parlata perché siamo vicini di vacanza: lui è cresciuto lì, mentre io vado in villeggiatura da oltre 50 anni. Sinner mi emoziona tanto e ha un modo di gioire che mi seduce molto, dimostra spontaneità e così ho fatto un giochino con quel post sui social.

Musicista, attore, performer e comico. Quale ordine dà ai suoi ruoli?
Avendo intitolato il mio ultimo show “Volevo fare il musicista”, il mio principale desiderio nella vita era proprio questo. Ci sono riuscito da... grande e la musica è sempre stata il mio grande amore. Per quel che riguarda il performer, è la categoria che si avvicina di più. In realtà mi definirei intrattenitore. Un po’ meno quella di attore e poi comico, ma è una parola un po’ bugiarda. La parola giusta è musicista! 

Boncompagni, Carrà e Fiorello. Come sono stati i rapporti con questi grandi della tv?
Conobbi prima Gianni Boncompagni, professionalmente parlando, una persona di un’intelligenza elevatissima, ho imparato molto da lui. Con Raffaella Carrà, fu un incontro con un mito che mi ha insegnato quanta preparazione deve esserci dietro tutto quello che risulta molto spontaneo, una cura dei dettagli profonda e minuziosa, quello che poi ho applicato iniziando a fare teatro, dalla preparazione del testo all’allenamento con la memoria. Fiorello è il grande talento, la sua ironia e la sua levità sono caratteristiche che mi piacciono molto.

Da romano, cosa rappresenta per lei Alberto Sordi?
Alberto Sordi ha messo in scena tutti i nostri difetti e le nostre peculiarità. Lui ha interpretato i romani come li ha conosciuti lui: una sorta di mutuo scambio, in cui ci riconosciamo per quello che ha fatto. Anche in Italia, in molti si sono identificati per i pregi e i difetti.

In tv ha svelato i vinili preferiti di tanti personaggi. Ma quali sono i suoi?
Questo lo dirò con Antonio Dipollina, metteremo in piazza i vinili della mia adolescenza e giovinezza. Credo che a un certo punto la musica sia finita, faccio fatica ad ascoltare la musica nuova, poi figuriamoci per uno che veniva dalla Classica... a 16 anni ho scoperto la musica pop, ma da lì a poco le canzoni con la C maiuscola si sarebbero esaurite. Un album che mi è sempre piaciuto? Songs in the Key of Life di Stevie Wonder. 

Come sarà l’incontro di questa sera?
Con Antonio parleremo anche delle mie ispirazioni, dell’importanza del pianoforte nella mia vita attuale e nella mia vita da ragazzo.  Per la prima volta sarò sul palco con Antonio Dipollina, mi trovo molto bene con lui, seguo le sue critiche e metto in pratica i suoi consigli. Sarà una serata improvvisata, ma anche molto rilassata. 

Nuovi progetti all’orizzonte?
Sto lavorando al nuovo spettacolo “Non ho l’età” che debutta il prossimo gennaio al Teatro Olimpico di Roma, studio al pianoforte, oltre alla preparazione di alcune serate estive.


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