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«Sanità, ecco il mio modello»: piano cronicità, trasparenza, riduzione dei tempi d’attesa

La presentazione ufficiale del nuovo direttore dell’ASL Antonio Brambilla

Antonio Brambilla, nuovo direttore generale dell’ASL, è stato presentato ufficialmente nei giorni scorsi. Con lui, Giacomo Centini, governatore dell’ASO. Le linee operative che contraddistingueranno il mandato del manager lombardo originario di Cologno Monzese che ad Alessandria è arrivato dopo una lunga esperienza professionale maturata in Emilia Romagna, sono incentrate su quattro punti: il governo dei tempi di attesa, la sanità digitale, il piano cronicità, la trasparenza.

«Sono gli obiettivi di mandato generali assegnati dalla Regione Piemonte sui quali - spiega Brambilla - dobbiamo lavorare insieme nei prossimi anni, avendo cura di mettere al centro il cittadino e il paziente, facilitando e semplificando l’accesso ai servizi. Il mandato forte è evidentemente l’integrazione, che riguarda certamente gli operatori, ma soprattutto i cittadini, in quanto ha un grande impatto sul servizio erogato».

Brambilla, che potrà contare sulla presenza della casalese Paola Costanzo, direttore sanitario di fresca nomina, ha aggiunto che nella sua esperienza professionale ha avuto modo di occuparsi di tutto quello che riguarda l’assistenza territoriale: i tempi di attesa ambulatoriali, il piano delle cronicità, la medicina d’iniziativa, le reti territoriali, argomenti fondamentali per realizzare quell’integrazione che deve essere attuata su questo territorio. «Ho avuto modo di constatare che le reti di professionisti esistono e di rilevare positivamente le significative competenze esistenti».

Si è parlato di piano di rientro e di tagli. «Il Piemonte, uscito lo scorso anno dal piano di rientro e ora al secondo posto a livello nazionale nella graduatoria dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, esprime professionalità che hanno fatto un grande sacrificio ma anche un grande lavoro. Questo indica che anche il sistema sanitario regionale ha fatto un buon lavoro. Oggi siamo in una situazione in cui l’innovazione è fondamentale, una innovazione che porteremo ai professionisti ma anche alle amministrazioni locali con le quali abbiamo in animo di avviare un confronto che finora è stato, ovviamente, positivo, perché sono interlocutori fondamentali per la pianificazione dell’assistenza».

Esiste ancora il pericolo di tagli verticali dopo la bufera prodotta dalla 1-600? «Nessuna indicazione di tagli: su questo tema - precisa Brambilla - la provincia può stare tranquilla».

E il Cup, visto che al Santo Spirito ci sono problemi ancora irrisolti? «Uniformeremo i sistemi d’accesso; i tempi di attesa sono migliorati rispetto al 2017, lo dicono le tabelle che renderemo trasparenti con i dati che verranno posti di dominio pubblico. C’è un lavoro da compiere sul personale, agli sportelli, organizzando le agende che riguardno le prime visite».  Affrontata da Brambilla anche l’annosa questione degli accessi impropri al Pronto Soccorso, che andrebbe risolta a monte, attraverso un’adeguata riorganizzazione della rete territoriale.

Il nuovo direttore generale verrà in visita al Santo Spirito ai primi giorni di luglio: in quel frangente incontrerà il sindaco, i primari e i medici del nosocomio e, con ogni probabilità, inaugurerà la nuova TAC già operativa. Verranno affrontate le più urgenti problematiche quali il punto nascite, il parto nalgesico, le liste d’attesa, il potenziamento dell’Ufim.

Centini, dal lato suo, sottolinea l’importanza di integrare l’attività dell’ASO con l’operatività dell’ASL. «L’Italia - ha detto il giovane manager senese - ha un’ottima sanità, con buoni risultati in termini di esito e di costo: questo è stato il motivo che mi ha spinto a passare dall’esperienza privata a quella pubblica, prima in Toscana e ora in Piemonte. Penso che vi siano enormi spazi di lavoro, anche alla luce del contesto italiano, della nostra educazione alla prevenzione - basti pensare alla nostra alimentazione - e ai cervelli presenti nelle nostre aziende. Qui ad Alessandria ho trovato una realtà che ha fatto passi molto importanti nell’ottica dell’innovazione, in particolare rispetto alla capacità di rispondere alla domanda. Abbiamo, infatti, professionisti che sanno attrarre, anche su patologie rare o di nicchia».

Per Centini il compito dell’ASO è quello di essere uno strumento di crescita per il personale, affinché possa rendere un servizio ancora migliore al cittadino: «In questo senso, la sinergia con l’Azienda Sanitaria Locale è fondamentale, in quanto insieme possiamo supportare le eccellenze, le realtà radicate sul territorio per superare le distanze, aiutare gli operatori a snellire le procedure, risolvendo insieme a loro i problemi, investendo in termini di attrezzature e con meno  burocrazia. Abbiamo numerosi strumenti a disposizione - sottolinea Centini -  a partire dal patrimonio umano che abbiamo trovato nelle Aziende, con la ricchezza di professionalità ed eccellenza presenti e le numerose reti già esistenti».


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Luisella Braghero

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