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Rubato il Rolex al commerciante morto nell’incidente? La moglie sporge denuncia

«Se qualcuno ha preso l’orologio di mio marito per favore ce lo faccia riavere. Per noi è un ricordo carissimo, l’unico oggetto personale dal quale Roberto non si separava mai. Non possedeva catenine, anelli - salvo la fede nuziale - o altri oggetti ma l’orologio lo accompagnava ovunque. Riaverlo, per me e i miei figli, significa poter conservare ogni giorno il suo ricordo». È questo l’accorato appello di Silvia Volpato, moglie di Roberto Demarchi, il 50enne commerciante di Trino morto un mese fa in un drammatico incidente stradale. La donna ha anche presentato un esposto alla Procura di Vercelli contro ignoti. L’orologio in questione è un Rolex che i famigliari di Demarchi non hanno trovato tra gli oggetti personali riconsegnati dopo la disgrazia. Il dubbio che attanaglia Silvia è che sia stato sottratto dal corpo senza vita del marito. «Mi hanno consegnato una busta con i suoi effetti personali ma quel pomeriggio non ho avuto il coraggio di aprirla. Solo il giorno dopo mi sono accorta che mancava l’orologio - spiega la Volpato - Era un Rolex del 1987 in acciaio con quadrante blu che Roberto non toglieva neppure per andare a dormire». Nell’impatto tremendo molti oggetti che il commerciante aveva con sè sono andati distrutti, come ad esempio il computer portatile: ma tutti sono stati recuperati e restituiti alla moglie. Tutti tranne uno, il Rolex al quale Roberto Demarchi era particolarmente affezionato. «Lo aveva fatto riparare poco tempo prima spendendo 700 euro - sottolinea la donna - Se qualcuno ha preso l’orologio e vuole rimediare a un gesto incivile, me lo restituisca. Per favore non lo butti via, magari gettandolo in qualche cassonetto: per noi ha un valore affettivo enorme».

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Samuele Mezzano

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