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  • 20 ottobre 2026
  • Solonghello

Scuola e territorio

Tutti in vigna: arte, geologia e scienza

Studenti protagonisti di un laboratorio a cielo aperto

Non un’aula scolastica tradizionale, ma i filari di una vigna si sono trasformati per una mattina in un laboratorio a cielo aperto in occasione di “Esploratori in vigna!”, giornata didattica inserita nell’ambito del progetto “C’era una vigna molto carina”. Protagonisti dell’esperienza sono stati gli alunni della Scuola Primaria di Mombello Monferrato (Istituto Comprensivo di Cerrina) e della Scuola Primaria di Calliano (Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini” di Moncalvo), accolti nel vigneto dai proprietari Antonella Burlini e Maurizio Barioglio. 

A sottolineare il legame dell’iniziativa con il territorio erano presenti anche il sindaco di Solonghello, Mario Auritano, e il sindaco di Mombello Monferrato, Daniele Caretti. Ad aprire gli interventi è stata l’ingegnere Piera Levi Montalcini, presidente della Levi Montalcini Foundation, che si è rivolta direttamente ai bambini sottolineando il valore dell’istruzione e dello studio. Il suo invito è stato quello di coltivare la curiosità, utilizzare al meglio il proprio tempo senza disperderlo in un uso eccessivo dei contenuti digitali e riscoprire la conoscenza come strumento per comprendere il mondo. Un messaggio di stimolo all’osservazione, alla domanda e alla sperimentazione diretta che ha accompagnato l’intera mattinata.

Il percorso è entrato poi nel vivo con il professor Mauro Giorcelli del Politecnico di Torino, da anni impegnato nella ricerca e nella divulgazione sul biochar e presente a Solonghello nell’ambito di una collaborazione scientifica e divulgativa a titolo gratuito. Partendo dalle viti e dalla terra che circondavano i bambini, la spiegazione si è tradotta in pratica: divisi in piccoli gruppi, gli alunni hanno simulato attraverso il gioco il processo della fotosintesi, combinando idealmente acqua e anidride carbonica grazie all’energia della luce per comprendere come la pianta produca sostanze organiche necessarie alla propria crescita. Successivamente, chinati accanto alle piantine, i bambini hanno osservato nel terreno vicino alle radici alcuni frammenti neri di biochar, raccogliendoli per utilizzarli successivamente sulla carta.

La vigna ha svelato anche una storia geologica antichissima grazie al geologo Vittorio Barella e al dottor Nicolò Zanellato, dottorando presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino. Partendo dalla natura argillosa dei suoli, il viaggio è sceso idealmente nel sottosuolo, spiegando ai ragazzi che scavando nel territorio si possono incontrare conchiglie, testimonianze di antichi habitat marini. Questi sedimenti, modellati nel corso dei tempi geologici dai movimenti della crosta terrestre e dall’erosione, costituiscono un archivio naturale capace di raccontare un Monferrato profondamente diverso da quello odierno.

Dalla scienza all’arte il passaggio è avvenuto attraverso la stessa materia. L’artista Roberto Necco ha introdotto i bambini al Sumi-e, tecnica pittorica a inchiostro della tradizione dell’Asia orientale, fondata sul principio della connessione tra natura, esseri umani, acqua, terra e materia e sul conseguente dovere di rispettare l’ambiente.

Ripreso il tema del valore della crescita personale già evidenziato da Piera Levi Montalcini, il laboratorio è passato alla pratica: utilizzando piccoli mortai, i bambini hanno polverizzato il biochar, aggiungendo acqua e poche gocce di miele come legante naturale per ottenere una miscela da utilizzare con i pennelli. Con questo inchiostro a base di carbonio, gli alunni hanno realizzato elaborati che sono stati poi appesi lungo i filari di Nebbiolo, restituendo così le opere al paesaggio che le aveva ispirate.

L’esperienza di Solonghello si inserisce nel più ampio impegno del professor Giorcelli e nel progetto BiochART, di cui è curatore scientifico, nato per trasformare il biochar in materia artistica e l’arte in un linguaggio capace di portare il messaggio scientifico e ambientale oltre i confini accademici. Unendo l’istruzione, il ciclo del carbonio, la geologia del territorio e la creatività, la giornata ha mostrato concretamente come la vigna possa essere non soltanto un luogo in cui si coltiva la terra, ma uno spazio straordinario in cui si coltiva la conoscenza.


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