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  • 03 aprile 2021
  • Casale Monferrato

Coldiretti

Chiusure di Pasqua: un grave danno per l'agrifood

Gli agriturismi pronti a consegnare pasti a domicilio

«Con le misure anti Covid previste dall’ultimo decreto per tutto il mese di aprile salgono a 1,1 milioni di tonnellate i cibi e i vini invenduti dall’inizio della pandemia per i crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi che travolge a valanga interi settori dell’agroalimentare Made in Italy». È quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti sull’impatto delle chiusure sulla filiera agroalimentare, diffuso in occasione del Summit della Coldiretti con il Governo “Recovery ‘Food’, l’Italia riparte dal cibo”, organizzato con Filiera Italia a Palazzo Rospigliosi a Roma.

Al danno economico ed occupazionale «si aggiunge il rischio di estinzione per oltre 5mila specialità dell’enogastronomia locale, dai formaggi ai salumi fino ai dolci, per la mancanza di sbocchi di mercato per l’assenza di turisti e la chiusura di ristoranti e agriturismi. Il divieto di spostamenti sul territorio nazionale e l’obbligo della quarantena e del tampone per il passaggio alle frontiere cambia il programma del week end di quasi 1 italiano su 3 (30%) che avrebbe fatto un viaggio nella Penisola o all’estero durante il ponte di Pasqua se non ci fosse stata l’emergenza Covid».

«La chiusura di Pasqua – spiega Stefania Grandinetti presidente Terranostra Piemonte - in particolare aggrava le difficoltà dei circa 300 agriturismi diffusi in tutto il Piemonte  con la primavera che è la stagione preferita dagli italiani per gite fuori porta e scampagnate. Gli agriturismi, peraltro, spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono tra i luoghi più sicuri perché è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Nonostante le difficoltà e la chiusura forzata, molte delle nostre strutture si sono organizzate per questa seconda Pasqua in zona rossa non facendo mancare i piatti della tradizione sulle tavole piemontesi. I cuochi contadini, infatti, hanno ideato gustosi menù da consegnare direttamente a domicilio o attraverso l’asporto in agriturismo».

«Dalle confezioni per la grigliata di Pasquetta, seppur in casa, alle uova à la bela rosin, dai rabaton tipici gnocchi di ricotta ed erbette al classico vitello tonnato, dalle lasagne con prosciutto ed asparagi fino all’immancabile agnello al forno: queste e molte altre le proposte per garantire una Pasqua con i gusti della tradizione ai cittadini piemontesi che non vogliono mettersi ai fornelli, ma acquistare i piatti dagli agriturismi di Campagna Amica».

«La drastica riduzione dell’attività pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne ai salumi, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco – evidenziano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - L’aumento della spesa alimentare delle famiglie italiane del 7,4% nel 2020 per il maggior tempo trascorso a casa non ha purtroppo compensato il crack che si è verificato nella ristorazione. Per questo, se le condizioni sanitarie lo permetteranno, diventa importante consentire le aperture delle 25 mila strutture ristorative piemontesi dove sono state adottate importanti misure di sicurezza».


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