Volo letterario in ricordo di D'Annunzio e Palli... un volo in formazione con due aerei di Pescara
di Luigi Angelino
Alle 17,30 di domenica 5 agosto, poco prima che un violento temporale si abbattesse su Casale, un piccolo monomotore dell’Aeroclub Palli (Piper PA28 Cadet) è atterrato all’aeroporto Cappa, reduce con successo dal raid letterario Casale-Taliedo (Bresso)-Piacenza-Forte dei Marmi-Massaciuccoli-Pisa (e atterraggio in una caldissima Lucca). Un'iniziativa attuata forse per la prima volta in Italia e dovuta all’idea del pescarese Eugenio Sirolli presidente di Fly Srory.
Un volo in formazione con due aerei di Pescara, un Cessna 150 ormai storico visto i suoi 40 anni e un altro Piper PA28, su una rotta tracciata e seguita dal poeta Gabriele D’Annunzio in ricordo anche del suo pilota: il casalese Natale Palli.
Partecipanti da Casale: Sandro Deambrosis, Stefano Bragato, Luigi Angelino. Partecipanti da Pescara: Eugenio Sirolli, Massimiliano Marconi, Marco Di Lorenzo, Valerio Fazzini ed Edoardo D’Urbano.
Sirolli spiega: “La rotta è tratta dagli scritti di Gabriele d’Annunzio che narrano, in modo immaginario nel ‘Forse che sì forse che no’ e in modo veritiero in ‘Libro Segreto’, un volo da Milano sulla Toscana da lui vissuta ed amata”.
La rotta letteraria (tra l’altro si pilotava su mappe e senza ausilio di gps, certo il poeta non aveva la rottura delle frequenze, di seguire i Vo...) ha visto il volo di trasferimento da Casale all’aeroporto di Bresso (bella sede dell’Aero Club Milano, per individuarlo si punta al cimitero...).
Qui congiungimento coi velivoli giunti da Pescara e, dopo aver studiato la rotta, alle 12,10 la triplice partenza col decollo (in coda con un monomotore che puntava a un’isoletta greca); si vedono San Siro, le gru che alzano i grattacieli della Fiera e si balla un poco. Pavia coi suoi ponti, storico quello coperto.
Il Po è uno spettacolo. Alle 12,55 su Piacenza, bruttina. Da D’Annunzio: “Partii da Taliedo (l’aeroporto di Milano, ndr) a capo della mia squadriglia prima del mezzogiorno. Svolgo e traggo il nastro flessibile del Po, da Boscone, da Soprarivo. Sorvolando la Trebbia mi lascio Piacenza a sinistra...”. Anche noi proseguiamo per Fiorenzuola d’Arda, Noceto, Fornovo, tanto verde e nuvole bianche, le stesse che a D’Annunzio ricordarono “quella neve d’alpe ove spiro Natale Palli nel pensiero di me e forse nell’immagine di quella immensa loggia di marmi bianchi che gli avevo evocata e promessa in cima alla reggia del Gran Mogol...”.
Passiamo l’Appennino con D’Annunzio: “...Traverso il Taro, ho l’ansia del mare. Avvisto il Tirreno. seguo il disegno della riva arenosa. Ecco il Forte de’ Marmi, e una felicita abbagliata. Ecco Viareggio, e una tenzone di tradimenti. Ecco la pineta di Migliarino’’. Anche noi scendiamo (alle 13,30, eravamo a 6.500 piedi) oltre La Spezia, certo le spiagge di Forte e Viareggio saranno un poco mutate rispetto al Vate, ma pazienza,
Poi il lago di Massaciuccoli “tanto ricco di cacciagione quanto misero d’ispirazione”. Ci inoltriamo verso l’interno, sfioriamo Pisa e atterraggio a Lucca. Rifornimento (anche per il corpo) e ritorno passando per la costa (splendide le Cinque Terre, in rada una nave da crociera), Appennini poco prima di Genova, Gavi (bello), Casale, appena in tempo.