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  • 05 ottobre 2026
  • Alessandria

International Film Photography

Fotografo dell’anno e l’Award va a Fabio Menino

A Los Angeles, categoria Natura

A Palatium Vetus. La mostra “Nebbie, storie, memorie”

È un monferrino ad aver conquistato il riconoscimento più ambito nell’ambito dell’International Film Photography Awards (Analog Sparks) di Los Angeles, in California. Si tratta del “Nature Photographer of the Year” e lui è Fabio Menino Hofmann di Cella Monte. Parliamo di uno dei più prestigiosi, nonché partecipati, Concorsi Internazionali dedicati alla fotografia analogica che, strutturato in otto macro categorie (Architecture, Fine Art, Human, Lifestyle, Nature, Photo Journalism, Technique e Zines and Photo Book), assegna annualmente il riconoscimento di “Fotografo dell’Anno” e premia i primi tre classificati per ogni sub categoria (Animal, Landscape, Plant, Season, Sunset e Other).

Con la presentazione di tre riproduzioni di stampe fotografiche ai sali d’argento (Monte Bianco di Courmayeur, Dente del Gigante e Aiguille Noire de Peuterey), dieci giudici di fama internazionale hanno assegnato a Menino Hofmann il riconoscimento più ambito per un fotografo paesaggista, in particolare, per la macro categoria Nature. Non solo, la fotografia che ritrae il Dente del Gigante gli è valsa l’altresì primo premio della sub categoria Landscape. Le stampe fotografiche oggetto del riconoscimento, entro fine anno, verranno esposte alla House of Lucie di Atene e alla House di Budapest. “Mettersi in gioco nella terra nativa del più grande fotografo paesaggista di tutti i tempi, Ansel Adams (1902-1984), dove la fotografia degli ambienti naturali è ancora profondamente permeata nella cultura sociale ed è annoverata tra le principali declinazioni artistiche, significa confrontarsi con i più esperti fotografi della disciplina” commenta Menino. Rispetto al suo lavoro, aggiunge: “l’estetica che prediligo, fatta di ambienti ovattati e di luci sottili, implica alcune difficoltà operative, in primis, legate alle condizioni climatiche/ambientali. La situazione ideale per estrarre la camera fotografica dallo zaino, infatti, non sempre è garantita. In secondo luogo, il peso dell’attrezzatura analogica non è di poco conto e l’avvicinamento ai luoghi prescelti risulta spesso faticoso”. Quindi il riconoscimento. “Questo è un premio davvero molto prestigioso a cui ho mai avuto il coraggio di ambire. Un premio che conferma il mio lavoro, il mio stile e le tecniche prescelte”. Ad aver dato vita alle visualizzazioni di Menino, con stampe che rispecchiano pienamente il suo essere, è stato il maestro stampatore Tony D’Ambrosio.

Nel frattempo, 43 scatti monferrini di Menino sono apprezzabili nella mostra “Nebbie, storie, memorie. Lo sguardo sul Monferrato di Fabio Menino Hoffman e le suggestioni di Umberto Eco” che, curata da Stefano Salis, resterà in esposizione fino all’8 novembre a Palatium Vetus di Alessandria (sabato e domenica in orario: 9-13 e 15-19). Originario di Ivrea e cresciuto a Torino, dopo gli studi universitari Menino si è trasferito nel Monferrato, terra nativa dei nonni paterni. Appassionato di fotografia fin da ragazzino, nonostante altri incarichi professionali, mai ha abbandonato la fotografia di paesaggio, in particolare, quella di montagna. Dal 2023 si occupa esclusivamente di fotografia analogica, dallo sviluppo dei negativi alla realizzazione delle stampe in camera oscura.  


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