Centinaia di persone protestano contro l'ordinanza di chiusura anticipata di un locale nel centro storico di Casale
di Marco Bertoncini
Erano qualche centinaio le persone riunitesi per manifestare ieri sera, sabato 2 aprile, in piazza Santo Stefano a Casale, a mezzanotte. La motivazione dell’assembramento, certamente superiore a quello di una serata ordinaria, è da ricondursi alla protesta nei confronti di un’ordinanza dello scorso 30 marzo con la quale il Comune di Casale Monferrato ha disposto la chiusura anticipata alle ore 24 del Drop Cafè, noto e frequentato locale della piazza. La causa del provvedimento è da ricondursi, lo leggiamo dal testo stesso, a disagi alla quiete pubblica dovuti ad un eccesso di emissioni sonore, come da rilevazioni effettuate dal 2013 dall’Arpa, ultima delle quali dello scorso 16 marzo ad opera della Polizia Locale.
Fin dalla serata del venerdì era divampata la polemica sui social network, dilagata nella giornata di sabato con la creazione dell’hashtag #IoNonCiSto, utilizzato da molti monferrini sul loro profilo di Facebook. Tra i principali promotori della protesta c’era il vice presidente del Consiglio comunale Federico Riboldi, presente con diversi esponenti della minoranza durante la serata, culminata, a serrande abbassate in orario da parte dei gestori dell’esercizio, con fischi, qualche coro contro il sindaco Titti Palazzetti e un’affluenza degna di serate come la Notte Bianca, tanti erano gli intervenuti.