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  • 14 giugno 2010
  • Casale Monferrato

L'ultimo saluto a Marenda: il messaggio di Vittorio Giordano e il cordoglio del mondo politico

Stroncato da una breve ma grave malattia, è morto nelle prime ore di sabato all'ospedale Santo Spirito Giuseppe Marenda, storico personaggio della sinistra casalese. Aveva 83 anni. Era ricoverato da un paio di settimane all'Hospice dell'ospedale Santo Spirito. L'ultimo saluto è stato dato stamattina, alle 10,15, al cimitero di via Negri. La sua figura è stata ricordata da Vittorio Giordano, esponente di Sinistra casalese, che ha letto un commosso ricordo e una poesia di Jean Servato. Marenda lascia la moglie Giuseppina e i figli Alessandro, che ha a sua volta ricoperto diversi incarichi per Rifoindazione Comunista, e Aldo. Le offerte in sua memoria verranno devolute a Vitas. Marenda è stato a lungo consigliere comunale a Casale. Nel 2001 era stato candidato di Rifondazione Comunista al Senato. *** Nel 1944 il giovane Marenda aderisce ai gruppi comunisti internazionalisti organizzati a Casale da Mario Acquaviva, morto assassinato il 13 luglio 1945. Nel 1951 entra nel Partito Comunista, divenendo poi segretario politico della sezione casalese dal 1959 al 1963. Consigliere comunale per vent’anni esce dal Pci nel 1968 e passa al gruppo del Manifesto prima e poi al Pdup.Nel 1991 partecipa (come protagonista) alla nascita del circolo di Rifondazione Comunista di Casale, tenuto a battesimo da Lucio Libertini. *** Fra i primi messaggi di cordoglio, quello giunto da Davide Sandalo che a nome del Pd casalese traccia un bel ritratto di un personaggio della sinistra che pure ha fatto scelte diverse. Marenda era stimato peraltro sempre da tutti, non solo nell'ambito della sinistra, per la coerenza, la lealtà, la schiettezza, la capacità di dialogo e il rispetto dell'avversario (mg). Il messaggio del Pd casalese Con Giuseppe Marenda muore uno dei padri della sinistra casalese. Il PD si stringe alla famiglia con affetto sincero e rende omaggio al militante sincero onesto e intransigente. Operaio combattivo e istruito Giuseppe ha sempre rappresentato, nella sinistra della nostra città l’anticonformismo: diventanto così una vera icona per due generazioni di giovani militanti, che con entusiasmo hanno sperato in un mondo nuovo. Ironico, espansivo ed eretico Così è sempre stato. Al punto da abbandonare il Partito Comunista italiano ai tempi della scissione del Manifesto. Dirigente del PDUP, poi di nuovo vicino al PCI, in seguito ancora a sinistra in Rifondazione, quando il PCI cambiò il suo nome. Con Salvatore Sanzone formò un sodalizio umano prima ancora che politico: si sarebbero ritrovati se la morte non avesse ghermito Salvatore che mai sarebbe entrato nel Partito Democratico. La sua indipendenza di giudizio nasceva alla sua primaria formazione politica, nella quale il movimento anarchico aveva avuto una certa parte prima, e il movimento bordighista poi. La sua adesione al PCI era maturata nella partecipazione attiva alla Resistenza. Operaista convinto, aveva sempre anteposto ai valori del dialogo togliattiano, la fermezza della centralità del pensiero di Pietro Ingrao, suo vero maestro, fondata sull’egemonia della classe operaia. E prima ancora del Partito veniva il sindacato, la grande CGIL. Certo Marenda non ha fatto la rivoluzione. Ma ha vissuto per un ideale, con la schiena diritta e senza compromessi. Ci mancherà il suo spirito critico e sarcastico. Con la sua inseparabile bicicletta gli auguriamo di varcare i cancelli di quel cielo che lui voleva. *** Il ricordo di Sinistra, Ecologia e Libertà Capita di rado che una vita coincida quasi per intero con l’attività politica, con i travagli e le evoluzione della Sinistra italiana e casalese. Con Giuseppe Marenda la Sinistra di Casale e la città tutta perde un attore attento e acuto del vivere civile, fino dal suo primo impegno del 1944, quando la Resistenza definiva il campo democratico di questo nostro Paese. Alla famiglia va la nostra più stretta vicinanza. Noi ricordiamo un testimone dell’impegno politico vissuto come passione e difesa di integrità, capace di confrontarsi sempre con le evoluzioni politiche, disponibile a mettersi in gioco in prima persona, quale dirigente di partito, consigliere comunale sino alla candidatura al Senato. Dal P.C.I. a Rifondazione, passando per il Manifesto e il Pdup, sino al progetto Sinistra Casalese, la sua capacità di analisi la coerenza e la fermezza dei principi sono ciò che hanno contraddistinto una linea di comportamento tutt’altro che tortuosa, ma sempre orgogliosamente nel campo della Sinistra, dalla parte dei lavoratori e nella difesa dei diritti. Un percorso politico che ha condiviso in gran parte con Salvatore Sanzone, che ci ha lasciato solo pochi anni fa, con il quale, anche quando si sono trovati a militare in formazioni politiche diverse, mai è venuta meno la condivisione umana e il confronto aperto. Beppe Marenda non si è sottratto sino all’ultimo al suo ruolo di guida e indirizzo, fornendo ampie prospettive di discussione e crescita a tutta la Sinistra. Il suo entusiasmo, la sua capacità di declinare un nuovo vocabolario della Sinistra non si è arresa certamente di fronte alla difficoltà di travalicare il passato. La sua coerenza, la sua moralità e la sua libertà di pensiero, rimarranno faro per la vita politica di questa città. Grazie Beppe. Per Sinistra Ecologia e Libertà, Roberto Quirino e Fabio Lavagno *** Il cordoglio di un avversario, Nicola Sirchia "Apprendo la notizia della scomparsa di Giuseppe Marenda, figura storica della sinistra casalese, e presento l'omaggio rispettoso che si deve nel momento del lutto" interviene Nicola Sirchia - Assessore comunale e Vice Presidente del Consiglio Provinciale. "La nostra conoscenza è sempre stata superficiale, lo ricordo a cavallo della sua inseparabile bicicletta o seduto all'abituale angolo di Piazza Martiri della Libertà" - prosegue Sirchia - "tutto ci divideva, ma credo di poter dire che fra noi vi fosse un modo di essere avversari politici che non prescindeva dalla stima e dalla reciproca cortesia (non ci siamo mai dati del "tu", per parte mia in rispetto dell'età, e lui aggiungeva sempre un "Dutur" al saluto piemontese verso di me)". Chiude l'esponente del PdL (di cui è Co-Coordinatore Cittadino): "scompare un'altra figura simbolo di una politica d'altri tempi, fatta di scontri magari aspri, ma anche di personalità e carattere. Partecipo sincere condoglianze alla famiglia".

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