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  • 17 dicembre 2007
  • Casale Monferrato

'Un genocidio in Eredità'

(a.a.) - Raccontare la Shoà per immagini, anzi per sculture. Forse Raphael Reizel con la sua mostra 'Un genocidio in Eredità' è la prima a farlo. La prima cioè a superare il timore di visualizzare in tre dimensioni eventi difficili anche solo da raccontare oralmente. Nelle opere che da domenica 16 dicembre sono visibili alla Sinagoga di Casale, ci sono tutte le immagini del massacro a cui siamo 'abituati' dall'iconografia cinematografica o letteraria: il ghetto che si deforma sotto perquisizioni delle SS, i vagoni piombati e i forni in cui file di persone entrano rimpicciolendosi sempre più mentre perdono, insieme alla vita, anche l'umanità. Sono racconti, piccole storie, 'Midrashim' come ha sottolineato Roberta Cerruto nella sua introduzione,incentrata proprio sulla difficoltà che per anni gli ebrei (e non solo) hanno avuto nel descrivere la Shoà, nonostante siano per eccellenza il popolo del racconto. Consideriamo anche che la parola 'storia' in ebraico non esiste e per indicare lo scorrere del tempo si usa l'espressione 'di generazione in generazione' e scopriremo anche il perchè del titolo della mostra: perchè una generazione è chiamata a raccontare quello che è capitato ai propri genitori con tutti i mezzi a sua disposizione (calzante l'esempio della Cerruto sul fumetto Maus di Art Spiegelman) Reizel, artista milanese ma cosmopolita di famiglia, si è assunta questo compito in modo toccante, costruendo una dozzina di questi piccoli racconti in terracotta e bronzo. Tra i pezzi che colpiscono di più il grande lenzuolo che scende dalla Cantoria fino a terra e che rappresenta un po' tutta la storia del Popolo eletto, come se fosse un rotolo della Torah. Una forza evocativa che non lascia indifferenti, tanto che durante l'inaugurazione con il presidente della comunità Giorgio Ottolenghi e l'assessore alla Cultura Riccardo Calvo sono nate diverse riflessioni. Innanzitutto la necessità di far visitare la mostra alle scuole casalesi per il suo grande valore didattico. E poi di creare, una testimonianza più visibile per la città delle centinaia di ebrei monferrini deportati nei campi di sterminio e di tutte le vittime dei lager nazisti. Ricordiamo che anni fa si era già un progetto simile da collocare nel pressi del cimitero ebraico. La chiusura della mostra sarà il 27 gennaio 2008, Giorno della memoria, con un concerto dal titolo Musiche dai ghetti: chitarra e voce di Manuela Sorani. Orari: domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Altri giorni su appuntamento tel 0142 71807

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Federico Nardi

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