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  • 24 settembre 2013
  • Casale Monferrato

Il "segno dipinto"

Noi crediamo, fortemente, nel disegno e perciò noi propendiamo , per il segno dipinto”. Questo è il manifesto mini, ma essenziale che gli artisti Barola, Cavalli, Corteggi, Galfrè, Penna hanno visivamente declamato venerdì all’inaugurazione della mostra “Il segno dipinto” nella sala della manica luna del Castello di Casale. La collettiva presentata dall’assessore alla cultura Giuliana Bussola e dal Sindaco di Casale Giorgio Demezzi di fronte ad un numeroso pubblico, unisce un guppo di artisti che ha collaborato sin dagli anni ‘80 in molti eventi come la biennale di grafica internazionale “Grafica ed ex libris”, nonchè anche per l’amore per il disegno e per il segno visto in chiave surreale e simbolica. Un percorso visivo che mette in evidenza il significativo percorso artistico onirico degli anni ‘80 nella nostra città che fù in qualche modo figlio delle ricerche di artisti casalesi come Marotto, Trabeglio, Laura Rossi, i fratelli Bargero, Piccinelli, e altri degli anni precedenti oltre che il grande maestro Enrico Colombotto Rosso, esempio della pittura dell’inconscio. Il percorso della mostra si apre con Mauro Galfrè con opere di grande eleganza grafica e segnica coerenti con la figura dell’artista , avvolte da simbolismi sensuali e colti, che preludono ad una eticità della vita e dell’arte calibrata nel segno della bellezza. Poi Luigi Corteggi maestro del fumetto nella pittura diventa più particolareggiato ed attento ad un pensiero magrittiano dove natura e pensiero umano sono costantemente in un dialogo concettualmente pittorico. Antonio Barbato libera il simbolismo di segni, anche esoterici che sono l’essenza del pensiero umano , lasciandoli liberi in metaforiche pennellate azzurre come cieli di carta tra sogno e desiderio di disegnare su anime pure. Pio Carlo Barola pittore vero da sempre , inventando una sintesi simbolica dove il segno che lui ama si incontra con nuvole cromatiche che unite diventano sensuali nudi, acquari profondissimi, sguardi infiniti in un paesaggio denso di luce. GIan Paolo Cavalli maestro delle figure femminili enigmatiche dal gesto sobrio ed essenziale ricco di poesia profonda , oltrepassa la visione klimtiana con gestualità espressioniste e ricche di invenzioni cromatiche nella favola del ricordo. Gianfranco Penna, surrealista da sempre libero nel suo pensiero estetico, è alla ricerca della luminosità del bello fra le sue opere notiamo “La modella e l’artista” (1982) dove segno e cromaticità sono in una sintesi perfetta nel sogno della forma e di una realtà reinventata con la spada della luce. La mostra è aperta fino al 6 ottobre; venerdì 16-19,30: sabato e festivi 10-12,30; 16-19.30. :FOTO. All’inaugurazione da sinistra: Barbato, Barola, Cavalli, assessore Bussola, Corteggi, Galfrè, Penna (f. Furlan)

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Silvia Sassone

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