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Cala il sipario sui tartufi e anche lo "Zappino d'Argento" non è stato assegnato

Dopo il Tartufo d’Oro anche lo Zappino d’Argento, premio messo in palio per il miglior esemplare di “Tuber Magnatum Pico” esposto sui banchi del concorso moncalvese nella seconda ed ultima domenica di Fiera, non è stato assegnato. Che entrambi i premi speciali, destinati ai migliori esemplari in Fiera, non siano stati attribuiti non era prima d’ora mai capitato, come conferma il primo cittadino Aldo Fara e in questo l’edizione 2012 farà forse storia. In una domenica segnata da vento gelido con, a tratti, pioggia, la Fiera “tiene” con un pubblico discretamente numeroso mentre, al contrario, i tartufi sono rimasti alquanto scarsi. La bilancia del concorso ha pesato nella mattinata di domenica 1.505 grammi totali di profumate trifole bianche suddivise fra i soli sette vassoi esposti al concorso (dei quali due solitari e cinque gruppi). Qualche grammo in più della prima domenica ma certamente una quantità che resta lontanissima dagli almeno 15-18 chilogrammi presentati delle scorse edizioni per ogni domenica di fiera. Non hanno cambiato idea i numerosi trifolau e commercianti che già sette giorni prima si erano astenuti dal presentare esemplari, in alcuni casi anche come forma di protesta verso l’inasprimento di controlli e sanzioni. Per non parlare dei ristoratori che sono praticamente spariti un po’ ovunque dalle esposizioni tartufigene. E così anche lo Zappino d’Argento 2012 resta al Comune. «Lo conserveremo per il prossimo anno insieme al Tartufo d’Oro – ha spiegato il sindaco Aldo Fara a fine premiazione – in quanto non vi sono i requisiti minimi per poterlo assegnare». Nella categoria riservata agli esemplari singoli ci si è quindi dovuti accontentare di un secondo posto andato all’esemplare di 180 grammi iscritto dal commerciante Claudio Martelli giunto dal Lago di Garda e più precisamente da Sirmione, alla sua terza volta alla Fiera di Moncalvo ma al suo primo premio riconosciuto dalla giuria presieduta da Emilio Lanfrancone la quale è rimasta decisa nel mantenere inalterato il valore del premio speciale. «Questo tartufo – ha precisato dopo la premiazione svoltasi alla presenza delle tre consigliere regionali Angela Motta, Rosanna Valle e Rosa Anna Costa e di una rappresentanza del Comune di Giaveno - arriva dalla zona di Nizza Monferrato e non ha ancora un suo destinatario: vedremo!» Nelle categoria Commercianti, riservata ai gruppi di trifole, ad aggiudicarsi il primo premio è stato Fausto Pastrone di Chiusano d’Asti con un vassoio dal peso di 225 grammi, seguito nell’ordine dal gruppo di 235 grammi esposto dalla Casa del Porcino e dai 115 grammi di tartufi iscritti alla Fiera da Massimo Catalani di Milano. Pesa invece 200 grammi il vassoio di Mario Rossi che si è aggiudicato il primo premio nella categoria dei gruppi presentati dai “Trifolau”, seguito dal vassoio di 300 grammi del moncalvese Franco Vercelli e dai 250 grammi esposti da Lino Plaza. Sui banchi di vendita adiacenti i prezzi si sono dimostrati sempre molto sostenuti e oscillanti fra i 400 e 500 euro l’etto, a seconda della pezzatura. In realtà la scelta non comprende ancora tartufi di grande pezzatura che quest’anno in particolare tardano ad arrivare. Le quantità ridotte sono registrate su tutte le piazze che trattano il “Tuber magnatum Pico” compresa la Fiera di Alba. Idem per il tartufo nero o “scorzone” che, essendo più scarso degli altri anni vede schizzare verso l’alto le sue quotazioni fino a raggiungere i 100 euro l’etto. Inutile dire che le condizioni climatiche di domenica non abbiano affatto favorito la fiera che, per via della pioggia, ha dovuto rinunciare ad alcune esposizioni artistiche solitamente collocate sulla piazza Garibaldi. Il presidente della Commissione Fiera Antonello Lamonica esprime comunque soddisfazione per il pubblico presente nelle due domeniche fra i quali si sono notati non pochi stranieri che hanno contribuito ad alimentare gli acquisti delle tipicità. Grande scoperta della Fiera sono stati inoltre gli antichi camminamenti del castello percorsi da molti visitatori e da tanti moncalvesi, riappropriatisi così del proprio passato. Cultura protagonista con la mostra del Gruppo Artistico Moncalvese, la collettiva “Armonie d’Arte” presso Casa Montanari” e gli scatti di “An Italian Affair” della fotografa grazzanese Anne Conway ben collocati lungo il percorso storico del castello in una sorta di viaggio fra gli scorsi paesaggistici e le espressioni umane di angoli e volti dell’Italia, con una predominanza di ambienti monferrini. Degustazioni e assaggi presso lo stand della Pro Loco hanno accompagnato la giornata e gli intrattenimenti musicali degli “Arliquato”. Ora la palla passa a Montechiaro, seconda in ordine cronologico delle tre Fiere Nazionali del tartufo in Monferrato (poi seguirà Murisengo). Domenica prossima l’attenzione degli appassionati si concentrerà sul paese a cavallo fra la Val Rilate e la Valle Versa. Nel frattempo Piera Antonio Botto, presidente dell’Associazione Tartufai di Asti è intervenuto sulla questione delle defezioni degli espositori alle fiere. «Abbiamo avuto diverse diserzioni da parte dei cercatori – ha spiegato Botto - dovremmo seguire al meglio gli espositori proprio per evitare le ammende e far sì che in futuro queste giornate non siano disertate come accade ora».

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Federico Nardi

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