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Applausi per "L'Italia s'è persa". Enrico Pesce se ne va?

Ironico e pungente il secondo atto di “Fardelli d’Italia”, “L’Italia s’è persa”, ha fatto il pienone nelle due serate di lunedì e martedì in programma al Municipale. In poco più di due ore il cast misto degli studenti del Balbo, guidati da un incontenibile Enrico Pesce, ha provato a passare in rassegna gli ultimi 150 anni di storia d’Italia. Ci è riuscito? Uno storico darebbe ovviamente parere negativo ma i fragorosi e prolungati applausi non lasciano alcun dubbio sul gradimento del pubblico. A chi piace e a chi no... Dopo la prima del secondo atto di “Fardelli d’Italia”, qualcuno ha storto il naso non gradendo qualche gag «troppo pesante e scontata» su alcune situazioni storico-politiche «che andrebbero affrontate diversamente», sotto accusa per esempio, il gioco di parole su Silvio Spaventa rappresentato come un uomo bruttissimo e pericoloso «ma comunque meno spaventoso dell’altro Silvio...» A nulla sono servite queste considerazioni, infatti i ragazzi all’inizio dello show e superata la metà hanno ribadito il loro intento di voler portare a termine lo spettacolo così com’era stato inizialmente ideato. In platea ad appluadire gli studenti del Balbo, come la sera prima il sindaco Giorgio Demezzi, anche l’assessore alla Clutura Giuliana Romano Bussola e il consigliere regionale Marco Botta che durante l’intervallo commenta positivamente l’operato dei ragazzi. Il preside del Balbo Riccardo Calvo nell’introdurre lo spettacolo ha spiegato il lavoro svolto dall’Istituto in questi ultimi mesi per onorare il 150° dell’Italia Unita: «Ci sono già stati altri significativi momenti di celebrazione: partecipate esperienze di tipo culturale e serio da parte della scuola. Questo (fa riferimento allo spettacolo teatrale ndr) è un divertissement e naturalmente come tutti i momenti creativi il pubblico può applaudire e non essere d’accordo. Penso comunque che dal successo della prima l’esito sarà positivo». Nel backstage Pesce spiega la sua scelta e quella dei ragazzi che hanno deciso di seguirlo e racconta l’emozione di aver visto alla prima, il teatro pieno e di aver fatto il bis anche per la seconda serata. Complimenti e critiche? «Le critiche purtroppo vengono da una persona molto importante per noi... per il resto non possiamo dire nulla, resta un grande successo...» E l’Inno di Mameli? Come già proposto alcune settimane fa nella centralissima piazza Mazzini, il coro composto da più di cento elementi, si è presentato sul palco diviso in tre gruppi con le magliette verdi, bianche e rosse creando così la più bella coreografia umana che uno spettacolo sulla storia d’Italia potesse avere. Durante la serata al centro della scena compare un’enorme torta tricolore e i ragazzi tutti intorno chiamano l’Italia per spegnere le candeline ma... «l’Italia s’è persa». In molti hanno anche notato che durante tutto lo spettacolo è stato fatto solo un accenno dell’Inno di Mameli suonato da un attore con un violino. Una svista? Nessuna dimenticanza, la scelta della produzione e di Pesce è studiata a tavolino: «Abbiamo sentito tante volte l’Inno di Mameli durante l’anno, rischiavamo una sovraesposizione. Non volevo finire nella retorica, ho trovato più petico concludere con “Buona notte all’Italia” sperando che riesca a dormire sonni sereni e tranquilli...» Bye bye mister Fish? Enrico Pesce scintilla dello spettacolo e fondatore dei Lanzachenecchi, la compagnia teatrale di attori-ex-studenti che ha lavorato per lo spettacolo di lunedì e martedì, da molti studenti viene chiamato all’inglese: “Fish”. Mister Fish con la sua grande energia e il suo estro unico ha saputo coinvolgere centinaia di studenti conferendo loro un entusiasmo che si è concretizzato in “Fardelli d’Italia”. Alla fine dello spettacolo, dal palco del Municipale, Pesce, durante i festeggiamenti con i ragazzi, si fa sfuggire alcune parole che hanno emozionato non solo i suoi studenti: «Probabilmente il prossimo anno non ci sarò più...» I ragazzi di mister Fish che nel caos della festa sono riusciti a cogliere le poche parole, non hanno trattenuto le lacrime. Lo conferma il giorno successivo allo spettacolo lo stesso Pesce che, emozionato al telefono, ci spiega la situazione: «La Gelmini ha tolto la materia musica dal corso di Scienze Umane e molto probabilmente dal prossimo anno non ci sarò più... Al momento ho 21 ore d’insegnamento ma per l’anno scolastico 2011/2012 passeranno a 15 e l’anno successivo a 9. Ho fatto richiesta per una cattedra di storia dell’arte ma chi lo sa!? Potrei finire ovunque...» Ma mister Fish non vuole abbandonare i suoi ragazzi: «Se il prossimo anno non dovessi esserci, tornerò per lo spettacolo e per questi ragazzi che rappresentano la vera Italia Unita...»

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Mauro Bardella

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