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Iniziativa

La raccolta fondi per Cascina Graziella

Una buona partecipazione all'aperitivo in cantiere a Santa Maria di Moncalvo

L'aperitivo in cantiere che si è tenuto sabato scorso

Un “aperitivo in cantiere” per raccogliere fondi, presentare il progetto e mostrare direttamente lo stato dei lavori di Cascina Graziella di Santa Maria di Moncalvo. Sabato scorso, 17 ottobre, si è tenuto l’incontro presso “Cascina Graziella”, il bene confiscato a un boss mafioso nel 1996 e trasformato oggi in una casa di accoglienza per donne fragili con figli vittime di violenza.

L’appuntamento, organizzato dal Comune, l’associazione Rinascita OdV, che nel 2006 ottiene dal Comune di Moncalvo il bene in comodato d’uso gratuito, e il coordinamento Libera Asti, ha visto un’alta partecipazione di persone.

“Desidero esprimere il più profondo ringraziamento da parte dell'Amministrazione Comunale e dell'intera comunità di Moncalvo all'Associazione di solidarietà Rinascita Odv per lo straordinario e instancabile lavoro svolto a beneficio di Cascina Graziella. Il loro costante impegno sta trasformando un bene sottratto alla criminalità organizzata in un luogo simbolo di riscatto, accoglienza e speranza per donne e minori in situazioni di forte fragilità – commenta il sindaco di Moncalvo Diego Musumeci -. Questo percorso è il frutto di una grande sinergia di intenti tra l'Associazione e il Comune di Moncalvo.

Una collaborazione stretta ed efficace che ha già portato risultati concreti, come l'ottenimento del primo contributo di 100.000 euro lo scorso anno, e che ci vede oggi uniti in attesa del responso per un ulteriore bando da 300.000 euro. Speriamo davvero che tutto vada per il meglio, consentendoci di compiere il passo decisivo. Il nostro obiettivo comune è chiaro e prioritario: chiudere il cantiere il prima possibile, entro i prossimi due anni, ponendo fine a un'attesa durata oltre vent'anni. È giunto il momento di aprire definitivamente le porte di tutta questa struttura a chi ne ha più bisogno, senza indugio alcuno. Risposte concrete a chi soffre non possono più attendere”.


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