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In Corte d'Assise
Processo Eternit-bis, il “filone” di Napoli si avvia a conclusione
Esaminata la prof. Dianzani, ultima consulente
Mentre il processo Eternit-bis a Novara è sospeso, il filone di Napoli, dove Stephan Schmidheiny deve rispondere dell’omicidio volontario di otto persone, si avvia a conclusione. Lo scorso 2 febbraio, infatti, al cospetto della seconda sezione della Corte d’Assise presieduta dalla dottoressa Concetta Cristiano, si è celebrata la penultima udienza della fase dibattimentale prima della discussione che avrà inizio il prossimo 2 marzo.
Al banco dei testimoni si è seduta la prof. Irma Dianzani, patologa genetista, già ascoltata come consulente dei pubblici ministeri anche a Novara. Oggetto dell’incarico da parte del pm napoletano Giuliana Giuliano, come nel filone principale dell’Eternit-bis, è stata la trattazione delle alterazioni a danno del genoma nel mesotelioma e dei fattori di rischio genetici.
La relazione è stata sostanzialmente sovrapponibile a quella di Novara. La consulente, infatti, si è concentrata su alcuni aspetti di cancerogenesi: una cellula si trasforma in tumorale a seguito di alterazioni intervenute a carico di molti geni. La patologa si è poi spostata a riflettere più nel dettaglio, del mesotelioma, ovvero del tumore che colpisce il mesotelio, il rivestimento membranoso all’esterno di molti organi interni (pleura, peritoneo, pericardio, tunica vaginale del testicolo) a causa dell’amianto che va a danneggiare il dna, e della sua cromoanagenesi. La genetista ha anche analizzato i fattori genetici di rischio: l’ipotesi che esistesse una predisposizione genetica al mesotelioma venne posta perché si notò che solo il 10-17% degli esposti a elevati livelli di amianto sviluppava il mesotelioma.
Se a Novara la difesa aveva rinunciato a un controesame approfondito della prof. Dianzani limitandosi a poche domande, a Napoli, invece, ha affondato il coltello. Il primo a controesaminare la consulente dell’accusa è stato l’avvocato Guido Carlo Alleva. Intento del difensore è stato dimostrare come, molti degli assunti esposti, siano solamente delle ipotesi. Dopo l’avvocato Alleva è stato il turno dell’altro difensore, l’avvocato prof. Astolfo Di Amato, che ha controesaminato la prof. Dianzani senza risparmiarle puntuali contestazioni sulla sua relazione.
A marzo si terrà la discussione: il 2 con la requisitoria dei pubblici ministeri e le richieste delle parti civili, mentre il 23 sarà la volta delle difese.
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