Articolo »

Con Zonta Club Alessandria e le scuole

Ago e filo contro i luoghi comuni della violenza di genere

“Io posso” torna in classe e il 24 marzo si inaugura “Com’eri vestita?”

Zonta Club Alessandria da 26 anni è in prima linea al fianco delle istituzioni per contrastare la violenza di genere, agendo in primis con iniziative di educazione. Così facendo sono gli stessi studenti a scendere in campo per ribadire che il consenso è condivisione e rispetto dell’altro.

Giovedì mattina, a Palazzo Ghilini, gli studenti del corso Moda del Fermi (Istituto Superiore Vinci Nervi Fermi Migliara) di Alessandria hanno presentato in anteprima quattro pannelli con rispettivi abbigliamenti che propongono altrettante storie tra le diciassette della mostra “Com’eri vestita?”, l’installazione di Amnesty International e Libere Sinergie che aiuta a superare i pregiudizi che ancora persistono sulla violenza sessuale. La mostra, promossa da Zonta Club Alessandria, sarà allestita al Vinci di via Trotti 19 e inaugurata il 24 marzo alle ore 10.

Durante la conferenza stampa si è presentato il percorso che ha portato alla realizzazione del nuovo esemplare della mostra che Zonta Club Alessandria mette a disposizione di tutti i Comuni che hanno già firmato il “Patto per il contrasto della violenza di genere” e di quelli che lo firmeranno, ma non solo: il Club negli ultimi tre anni scolastici ha offerto all’IIS Vinci Nervi Fermi Migliara il percorso di counseling “Io posso” che aiuta i ragazzi più fragili a rafforzare la propria autostima.

Le iniziative sono distinte ma collegate: con questi supporti si agisce per prevenire la violenza di genere ma anche la violenza giovanile.

La conferenza stampa è stata aperta dal presidente della Provincia, Luigi Benzi, che ha rimarcato come le iniziative presentate offrono un chiaro esempio di cio’ che significa partire dall’educazione per contribuire a creare una società caratterizzata dalla cultura del rispetto: “Gli studenti dell’IIS Vinci Nervi Fermi Migliara, e in particolare i ragazzi del Fermi, sono protagonisti di percorsi formativi e di esperienze creative  che sensibilizzano  all’empowerment, aiutano a formare una coscienza critica per essere parte attiva di un indispensabile processo di giustizia sociale. Essere consapevoli sulla violenza di genere, sulla libertà di scelta, conoscere la Convenzione di Istanbul e contribuire a metterla in pratica, rappresenta un’opportunità straordinaria di cittadinanza attiva. Grazie a Zonta Club Alessandria che sa non solo offrire percorso di crescita come “Io posso” ma anche coinvolgere gli studenti su una tematica che non puo’ lasciare indifferente alcun cittadino. La mostra “Com’eri vestita?” torna in Alessandria dopo l’esposizione al Volta perché è importante continuare a smontare ogni pregiudizio e il percorso che ora potrà fare, grazie alla disponibilità di un nuovo esemplare, aiuterà migliaia di persone a prendere coscienza degli stereotipi sulla violenza che non hanno ragione di esistere”.

Alla presidente di Zonta Club Alessandria, Nadia Biancato, è spettato introdurre la collaborazione ultraventennale con l’istituto scolastico che negli ultimi tre ha portato nelle aule il progetto di counseling “Io posso” che aiuta i ragazzi non solo ad avere maggior fiducia in se stessi, ma a sviluppare quell’empatia che genera rispetto, creando i presupposti per prevenire ogni forma di conflitto, prevaricazione, di uso scorretto del linguaggio, o tutte quelle cattive abitudini e atteggiamenti non opportuni che rappresentano i primi segnali di forme di violenza che possono poi sfociare in azioni lesive della dignità e dei diritti della persona. Con gli studenti del corso Moda, si è fatto un passo in più: dopo un’introduzione sul tema di una delle forme di violenza più  spregevoli, la violenza sessuale, ragazze e ragazzi sono stati coinvolti nella realizzazione di tre degli abiti che compongono la mostra “Com’eri Vestita?” presentati durante la conferenza stampa:

  • il vestito blu estivo, racconta l’epilogo di quella che era stata una bella serata: “Ero salita da lui dopo una bella serata passata insieme, volevamo conoscerci meglio e bere qualcosa. Era un tipo brillane e divertente. All’improvviso ha chiuso la porta a chiave e iniziato a insultarmi, mi ha sputato addosso. Ho reagito cercando di allontanarlo, l’ho pregato di lasciarmi andare, l’ho scongiurato di non farmi del male. Non mi ha ascoltata. Era estate, avevo un vestito blu”;
  • l’abito da sposa presenta il dramma dei matrimoni precoci e forzati: sono 12 milioni le spose bambine alle quali ogni anno vengono negati i loro diritti umani;
  • il vestito a fiori azzurri propone la storia di una quindicenne violentata da un amico di famiglia.

I ragazzi hanno predisposto 17 pannelli, anche con altri abiti che raccontano storie di violenza che quasi mai coinvolgono sconosciuti: il mostro è nel 60% dei casi un parente, un amico, una persona nota che tradisce la fiducia, umilia, agendo con premeditazione come nel caso della storia n.12 di questo percorso nell’orrore della violenza sessuale proposta in anteprima durante la conferenza stampa; la vittima indossava una maglia rossa e una gonna scozzese: 

“Mia madre mi lasciava spesso dagli zii la domenica pomeriggio così potevo giocare con mio cugino. Ma quel pomeriggio la zia non c’era e nemmeno mio cugino, ma lo zio disse alla mamma che erano su in casa. Avevo una bellissima gonna scozzese con un maglione rosso con i bottoni a forma di cuore. Mi hanno chiesto: COM’ERI VESTITA? Abbracciavi spesso lo zio? Tenevi le gambe composte quando giocavi? Non ho mai risposto. Mi sono sempre vergognata”.

La mostra parte dal progetto di ricerca di Jen Brockman, direttrice del Centro per la prevenzione e la formazione sessuale dell’Università del Kansas, e di Mary A. Wyandt-Hiebert responsabile di tutte le iniziative di programmazione presso il Centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas e dal 2013 è stata presentata migliaia di volte: in Italia è giunta grazie all’Associazione LIBERE SINERGIE che ne propone un adattamento al contesto socio-culturale del nostro Paese. 

Dal 2024 grazie alla collaborazione con Amnesty International Piemonte gruppo 238 Torino, Zonta Club Alessandria propone la mostra in provincia di Alesandria: già esposta in Alessandria, a Novi Ligure, Tortona, Castelnuovo Scriva e Vignole Borbera. 

La nuova mostra sarà messa a disposizione per una esposizione continuativa: dal 24 al 31 marzo sarà visitabile presso il Vinci, per poi spostarsi a San Salvatore Monferrato, dove sarà esposta nella Sala Polifunzionale di piazza Caduti dal 1 al 3 Aprile, e dopo Pasqua, per tutto il mese di aprile sarà esposta a Casale Monferrato in diverse scuole e poi in  un ultimo luogo pubblico.

L’idea alla base del lavoro è quella di sensibilizzare i cittadini sul tema della violenza sulle donne e smantellare il pregiudizio che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti. Da qui il titolo emblematico ‘Com’eri vestita?’. La mostra vuol far riflettere sul diritto di ogni individuo all’integrità fisica e far luce sul tema del consenso, con lo scopo di diffondere la cultura del rispetto condiviso” afferma Nadia Biancato, che rimarca “La mostra aiuta i ragazzi ad acquisire consapevolezza sul rispetto dovuto nei confronti dell’altro genere, aiuta le ragazze ad avere maggiore autostima, porta tutti a comprendere che un “NO” è un “NO”. Gli abiti in esposizione rappresentano, in maniera fedele, l’abbigliamento che le vittime indossavano al momento della violenza subita. Con gli studenti di via Morbelli e di via Trotti, da anni stiamo sviluppando un lavoro importante, di prevenzione della violenza giovanile, perché solo così di interrompe sul nascere quella che potrebbe divenire violenza di genere, perpetrata o subita: il nostro percorso “IO POSSO” aiuta i ragazzi a rapportarsi con i “NO”, a gestire la rabbia, ma anche a “vedersi con occhi nuovi”: nessuna delle ragazze che incontriamo a scuola dovra’ mai sentirsi dire “tu non vali niente”, “le tue amiche sono più belle di te” e se qualcuna se lo sentirà dire, saprà come reagire, avendo dalla sua parte l’autostima che nessuno potrà toglierle”.

Carlotta Sartorio, vice presidente dell’APS me.dea centro antiviolenza, ha dichiarato “Sono molto riconoscente a Nadia Biancato e a Zonta Club Alessandria di poter continuare questo cammino insieme, che ci porta nelle scuole a cancellare gli stereotipi e i luoghi comuni sulla violenza di genere.  E una mostra “forte” perché mette davanti ad una dura realtà: il mostro non è quello che ti aggredisce di notte,  dietro l’angolo buio ma è nella tua casa, di fianco a te ed ha  la maschera dell’amico gentile, del  familiare, del  datore di lavoro, del compagno di scuola, del collega. Crollano tutti i luoghi comuni della violenza che inchiodano le donne a doversi giustificare per  quello che  è accaduto loro, per la volenza subita. “Chissà com’eri vestita!” Chissà cosa si era messa addosso” “Lo avrà provocato, poverino !”   Sarà provocante un camice da lavoro o un bastone bianco?”

Elena Porcelli, vice preside Nervi Fermi e docente laboratorio moda, nell’introdurre gli studenti del corso moda che hanno collaborato alla realizzazione degli abiti della mostra, ha evidenziato: “Gli alunni delle classi 2-3-4-5 moda dopo aver seguito una lezione tenuta dalla presidente Biancato e dalla vice presidente di Zonta Club Alessandria, Enrica Robutti, sui temi della violenza sulle donne e dei relativi abusi, con il fine di comprendere ed approcciarsi al meglio alla mostra di Amnesty, hanno successivamente confezionato tre abiti che fanno parte della mostra e che rispecchiano fedelmente gli abiti delle vittime. Ma hanno voluto portare anche un proprio contributo: ispirati dalle storie di chi ha subito un danno esistenziale inimmaginabile, hanno elaborato tre abiti scultura per denunciare, esternare e manifestare attraverso una rappresentazione artistica il loro pensiero contro la violenza, aggiungendo una luce di speranza, il tocco arancione che spicca su ogni abito, perché dalla violenza si può e si deve uscire. È stato un lavoro sinergico tra gli alunni del gruppo classe e coordinato dalle docenti Bosco, Sosnoskaya e la sottoscritta”.

A seguire sono intervenuti gli studenti del Corso Moda: Arianna De Giorgis, Ariana Isufi Ariana, Sara Todeschi e Ilary Popa Ilary della classe 3a e Rebecca Ciolpan della 4a. E’ stato particolarmente significativo ascoltare i loro contributi.

Filippo Pelizza, DS IIS Vinci Nervi Fermi Migliara, è intervenuto con docenti e studenti al punto informativo per ribadire il valore della collaborazione con Zonta: “Da settembre ho avuto la reggenza di quest'Istituto e tra i vari progetti per i nostri ragazzi, “IO POSSO” è stato uno di quelli verso i quali ho aderito con grande entusiasmo. Le tematiche trattate, oltre ad essere di grande attualità, costituiscono un percorso di crescita emotiva per le nostre studentesse e i nostri studenti. Cultura è anche il bagaglio che i nostri ragazzi acquisiscono in quanto sono convinto che passi anche attraverso relazioni, esperienze, condivisioni con esperti esterni che, con la loro professionalità, danno un valore aggiunto al lavoro che i miei docenti quotidianamente svolgono all'interno del contesto scolastico. Ringrazio e abbraccio Zonta come organizzazione e nella persona della sua presidente, nostra ex allieva, che per la mia scuola si è spesa a partire dal 2004, biennio dopo biennio”.

Marica Barrera, vice preside Vinci Migliara sul progetto “IO POSSO” in svolgimento dall’11 al 26 marzo ha aggiunto: “Ritengo che il progetto “Io posso” sia di fondamentale importanza per le nostre ragazze e i nostri ragazzi in quanto tratta un aspetto assolutamente delicato per la loro crescita: la consapevolezza delle loro emozioni, il loro stato d’animo, il rispetto e il riconoscimento dell’altro. Il lavoro effettuato dalle counselor è molto importante in quanto, specialmente nell’età adolescenziale, si deve sviluppare nei ragazzi l’autostima: se non si parte da qui, non riusciranno mai a rapportarsi con gli altri e a sviluppare quel senso di empatia necessario in ogni rapporto umano, anche all’interno del mondo scolastico. Ringrazio Zonta Club Alessandria per questa opportunità offertaci per il terzo anno scolastico consecutivo e in atto proprio in questi giorni nei nostri plessi”.

Alla conferenza ha partecipato anche il vice presidente della Provincia Vincenzo Demarte.

La mostra “Com’eri vestita?” si avvale della collaborazione di IDEA TESSUTO di Via Pontida che ha fornito il tessuto in ecopelle per la realizzazione dei pannelli. In occasione dell’inaugurazione del 24 marzo interverrà Angela Vitale, attivista di Amnesty International Piemonte Gruppo 238 Torino, consulente di Zonta Club Alessandria per gli allestimenti.


Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Stefania Maccarinelli

Stefania Maccarinelli
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!