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Un lancio... contro il racket

«Se noi che soffriamo di vertigini, anche solo a salire su una scala, abbiamo avuto il coraggio di buttarci da quattromila metri di altezza, perchè i commercianti non riescono a vincere la paura e a denunciare coloro che li taglieggiano? Bisogna vincere ogni timore e sconfiggere questa piaga grazie alla quale la criminalità organizzata si arricchisce alle spalle di chi lavora e fa impresa». A suonare la carica è Paolo Bocedi, milanese, presidente di S.O.S. Italia Libera - Associazione Nazionale Antiracket - che con un gruppo di responsabili dell’associazione, sabato ha organizzato una singolare iniziativa all’aeroporto “Cappa” di Casale. Lui e Pasquale La Mura, assessore alla Sicurezza al Comune di Salemi - la cittadina siciliana in provincia di Trapani di cui è sindaco Vittorio Sgarbi - con delega contro la mafia, alle 13 si sono lanciati da quota 4mila metri. Scortati da alcuni esperti paracadutisti, tra cui il campione mondiale di caduta libera Andrea Negri, indossando una maglietta con la scritta “Se paghi il pizzo non potrai mai volare libero”, hanno voluto così dimostrare che la paura si può e si deve vincere. Il tutto grazie alla collaborazione del direttore dell’Accademia Paracadutistica “Area Delta” che «ci ha messo a disposizione un aereo solo per noi», spiega Bocedi. Il lancio è stato filmato in volo dagli istruttori del Corpo della Guardia di Finanza di Milano. «Quando ho visto La Mura lanciarsi prima di me ho pensato a Libero Grassi che ha dato la vita per la lotta contro la mafia - racconta Bocedi - Poi mentre mi lanciavo, con le gambe che tremavano, ho pensato a tutte le vittime e ho preso coraggio, mi sono sentito forte». Bocedi, nel giugno del 1992, dopo aver denunciato l’estorsione della malavita ai danni di commercianti e imprenditori, subì un attentato in via Gattamelata a Milano a colpi di lupara. «Il giro dell’usura in Italia è pari a 17 miliardi di euro all’anno - ricorda - e le estorsioni ammontano a 8,5 miliardi di euro con 85mila commercianti taglieggiati ogni anno. Un peso che non dobbiamo più sopportare e al quale bisogna ribellarsi con forza».

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Barbara Marini

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