Perchè i Salesiani lasciano Trino, quali le motivazioni?
Continua la petizione da parte del comitato Spontaneo “Geisa Neuva – Parochia” per tentare di capire quali sono le vere ragioni che hanno portato alla decisione - da parte dell’Ispettoria Salesiana - di abbandonare Trino dopo 126 anni di presenza ininterrotta. I portavoce del Comitato, Bruno Ferrarotti, Giorgio e Fausto Cognasso, nel corso di una conferenza stampa hanno presentato la riunione pubblica ce si terrà domenica 30 luglio alle ore 10 presso il Teatro Civico per rispondere ad alcune semplici domande: Don Bosco via da Trino dopo 126 anni: perché? Quali ragioni vere? L’invito a partecipare è stato rivolto anche all’Arcivescovo di Vercelli, all’Ispettore dei Salesiani per Piemonte e Valle d’Aosta, al sindaco e a molte altre persone in rappresentanza delle associazioni cattoliche e laiche presenti in città, «per chiarire quello che, ai nostri occhi, continua ad apparire come un abbandono immotivato ed imprevidente» spiegano dal Comitato.
«Lo scopo dell’incontro è anche quello di comprendere quale sia la risposta dell’intera comunità trinese, il suo grado di coesione sociale, la sua reazione di fronte agli episodi che, come l’attuale, incidono negativamente sul tessuto collettivo e connettivo cittadino. Le domande poste dai proponenti dell’iniziativa sono diverse: perché le gerarchie ecclesiastiche non hanno sentito il dovere morale di concordare preventivamente, con tutti i trinesi, i cambiamenti della comunità religiosa locale? Qual è il reale ostacolo della permanenza dei Salesiani a Trino? Corrisponde a verità la voce secondo cui la proprietà immobiliare salesiana di Trino verrà alienata ad una società (non meglio identificata) per la gestione dei migranti? Visto l’assordante silenzio fin qui espresso, cosa pensano, ma soprattutto cosa dicono sulla vicenda i singoli rappresentanti, cattolici e laici, facenti parte del locale Consiglio Pastorale Parrocchiale?».
«Questa nostra iniziativa è fatta senza spirito di partigianeria o anacronistico tifo per i Salesiani e men che memo in contrapposizione della venuta di un parroco diocesano - spiega Fausto Cognasso - ma motivata dalla consapevolezza che le decisioni riguardanti una collettività non devono essere calate dall’alto ma, in linea con il Magistero di papa Francesco (al quale ci si rivolgerà), prese di concerto e condivise con tutta la comunità parrocchiale, sia credente che laica. Al di là della titolarità della Parrocchia, crediamo che il ruolo dei Salesiani, in questi 126 anni, si sia dimostrato importante e che la loro presenza, sprattutto in questo omento storico per il mondo e per Trino, sia ancora indispensabile. Su questo vorremmo confrontarci liberamente, serenamente e senza ipocrisie».
«Ci dispiace molto che la comunità non abbia voglia di interrogarsi su questa vicenda - aggiunge Giorgio Cognasso - e credo che solo noi e il sindaco finora si siano esposti. Siamo spaventati da una comunità che non trovi un momento di dialogo e che non voglia difendere una idea di comunità: anche chi non ha firmato la petizione o non sarà presente all’incontro di domenica, a suo modo avrà dato una risposta».
Per Bruno Ferrarotti «quello che mi ha colpito maggiormente in questa vicenda è che i Salesiani si definiscono una famiglia ma, al contrario di quanto avverrebbe in ogni buona famiglia, non vuole discutere al momento di un cambiamento di status. Ci si può dividere, ma una discussione ci deve pur essere, tanto più da un ordine religioso che ha tra le proprie missioni l’evangelizzazione e l’educazione dei giovani. Una comunità non può essere trattata in questo modo. Fanno anche discutere gli atteggiamenti “farisaici” dell’associazionismo cattolico trinese Sono incomprensibili, inoltre, gli atteggiamenti farisaici e assenteisti delle associazioni cattoliche che per assurdo dovrebbero essere le prime e le più interessate a perorare la causa.che per assurdo dovrebbe perorare la causa: questa è una sconfitta per tutti, soprattutto in prospettiva, perché togliere anche solo una di queste realtà significa sgretolare il senso comunitario».
Le firme si possono ancora raccogliere nei seguenti esercizi: Pubblica Assistenza Trinese, Comazzi Carlo, Cartolibreria Italia, Cartolibreria 2000, Pasticceria Moret, Foto Lavander, Alimentari Rosella, Luciana Fiori, Alimentari Pina (via Lanza).