Articolo »

Asl provinciale, è tutto da rifare. Saltato l'accordo fra i sindaci. Si va verso il muro contro muro?

Tutto da rifare capo per l'Asl Provinciale. Tornerà infatti a riunirsi lunedì 28 aprile alle 18 nel salone dell'associazione Cultura & Sviluppo in piazza de Andrè ad Alessandria la conferenza dei sindaci dell'ASL-AL. La riunione è stata riconvocata dal presidente dell'assemblea, il sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio, dopo che l'avvocato della Provincia, interpellato dallo stesso Fabbio sulla regolarità della procedura seguita lo scorso 4 marzo, si è espresso in modo sfavorevole. L'assemblea del 4 marzo era stata convocata dopo che era stato messo a fuoco un accordo fra una delegazione di sindaci delle principali città della Provincia che prevedeva una distribuzione delle funzioni su tutto il territorio, ma anche che la sede dei distretti fosse ad Alessandria così come la presidenza che veniva automaticamente attribuita al sindaco del capoluogo di provincia. Concordato anche il meccanismo di voto che - contrariamente a quanto previsto dal regolamento dell'ASL 20 di Alessandria - pesava il voto dei rappresentanti dei Comuni non più in base al numero dei consiglieri comunali ma in base al numero degli abitanti. La polemica era scattata sulla questione della sede legale, che secondo il documento concordato avrebbe dovuto essere individuata a Casale ma che il sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio e gli esponenti del centrodestra avevano chiesto fosse invece insediata ad Alessandria. Insomma accordo rotto, su questo come su tutto gli altri punti, dalla presidenza dell'assemblea, ai meccanismi di voto che prevede la legge regionale, in caso di accorpamento sono quelli dell'ASL più grande, l'ASL 20, appunto. Insomma la sostanza della gestione della sanità era tutta concentrata ad Alessandria. Quindi tutto da ridiscutere? A quanto era dato capire fino a ieri la prospettiva era proprio quella, in che significa che l'assemblea, di cui fanno parte oltre 190 Comuni, appartenenti a territori diversi, con storie ed esigenze diverse rischia di risultare ingestibile, ostaggio di interessi contrapposti e di veti incrociati. E proprio ieri mattina – secondo indiscrezioni - si sarebbe svolta una assemblea dei sindaci del centrosinistra, che sarebbero compatti nel riproporre la soluzione già concordata lo scorso 4 marzo. Il problema potrebbero però essere le presenze, visto che entrambi gli schieramenti si confronteranno voto su voto. Insomma se si arriverà al muro contro muro anche per il sindaco di Alessandria che aveva portato a casa con l'accordo del 4 marzo una serie di importanti risultati, tra cui il controllo politico dell'assemblea e un meccanismo di voto che dava al capoluogo di Provincia un peso decisivo, rischia di vedersi sfuggire tutto di mano. Per Casale c'è invece in ballo la sede. Sempre ieri mattina la giunta regionale si è riunita senza però deliberare nulla in merito. Il dirigente dell'Asl-AL Gianpaolo Zanetta aveva infatti nelle scorse settimane trasmesso alla Regione l'indicazione prevista espressamente dalla legge regionale al riguardo della localizzazione della sede, sostenendo che - a prescindere dalla validità della delibera - l'indicazione dei sindaci era stata quella di Casale. E sulle prime pareva che la Regione fosse orientata a indicare Casale come sede dell'Asl provinciale. Ma il rischio di un ricorso al TAR, con nuove polemiche, e un ulteriore allungamento dei tempi pare che abbia infine «stoppato» quanti ritenevano che si potesse mettere la parola fine alla questione della sede con una decisione in sede regionale. La polemica del resto è politica, e oppone i rappresentanti del centro destra (esclusi quelli dell'ex ASL 21 che hanno votato in modo pressoché unanime per la sede a Casale) alla Regione governata dal centro sinistra. Polemica cavalcata proprio per ragioni politica. E se Nicola Sirchia, Forza Italia, si rammarica che non sia stata scelta la soluzione delle due Asl, di cui una a Casale come indicato anche dal consiglio provinciale, e si dice poco entusiasta di una battaglia che finirebbe per portare a Casale niente più che una targa ammettendo che comunque «tra il poco e il nulla è meglio il poco» Oreste Rossi, Lega Nord, torna a chiedere la sede ad Alessandria ma soprattutto che si proceda alla individuazione dei distretti per consentire lo svolgimento dell'attività dell'ASL. Tutto ciò per garantire il funzionamento amministrativo dell'ASL, che rischia di incepparsi proprio a causa delle diatribe politiche.

Profili monferrini

Questa settimana su "Il Monferrato"

Barbara Marini

Barbara Marini
Cerca nell’archivio dei profili dal 1871!