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  • 21 maggio 2010
  • Casale Monferrato

Rischia la vita per salvare una donna che stava annegando

Quando ha visto la donna inerte che la corrente stava trascinando a valle non ci ha pensato due volte e si è buttato in acqua, portandola a riva, rischiando la sua vita. Poi si è allontanato in silenzio, senza mettersi in mostra, intirizzito per il freddo. Protagonista del gesto eroico un moldavo di 40 anni, Serghei Galiuc, sposato e padre di due figli. È accaduto martedì mattina poco dopo le 10 quando una donna di 75 anni, M.G., che vive sola in un alloggio in via Rotondino, è scesa sulla riva del canale Lanza dal lato di via Cerrano, si è tolta le scarpe, la catenella che aveva al collo e la dentiera e si è lasciata cadere in acqua, subito trascinata via dalla corrente. Alcune passanti hanno notato la scena e si sono messe a urlare. In quel momento transitava in bicicletta Serghei Galiuc che raccolte le invocazioni d’aiuto si è tolto la giacca e si è tuffato riuscendo a raggiungere la poveretta - ormai priva di conoscenza, riversa a faccia in giù nell’acqua - a un centinaio di metri dal punto di caduta, di fronte allo stadio, a trascinarla a riva e, con l’aiuto di un passante, a trasportarla sulla sponda. Il tutto a rischio della sua stessa vita, visto che a un certo momento si è trovato in un punto lontano dalla sponda con l’acqua ghiacciata che gli intorpidiva le membra impedendogli di uscire dal canale. Poi, una volta in salvo, ha praticato il massaggio cardiaco alla donna alternandosi nella manovra con alcuni volontari della Croce Verde e della Misericordia e con un vigile del fuoco in pensione che per pura coincidenza stavano tutti passando in zona. All’arrivo del 118 e dei Vigili del Fuoco, Serghei ha raccolto la sua giacca, ha preso la bicicletta e intirizzito si è allontanato in silenzio, senza dire niente a nessuno, senza lasciare il suo nome, mentre la donna veniva trasportata in ospedale e ricoverata in prognosi riservata nella divisione di Rianimazione. Così nessuno sapeva chi fosse quel giovane uomo che aveva messo a repentaglio la propria vita per salvarne un’altra. Lo abbiamo rintracciato, non senza fatica, dopo approfondite ricerche. In possesso di un diploma da infermiere e fisioterapista conseguito nel proprio Paese, Serghei Galiuc, era giunto in Italia nel 2001, stabilendosi definitivamente a Casale nel 2003. Lavorando come operaio in un’impresa edile di Frassineto, ha conseguito la licenza di scuola media iscrivendosi poi alle superiori, al Sobrero, per ottenere il diploma di perito meccanico. È sposato con Gaia, 38 anni fra pochi giorni, sua connazionale, che lavora come collaboratrice domestica e studia da ragioniera: quest’anno dovrà sostenere l’esame di maturità all’Istituto Leardi. La coppia, che vive in zona ospedale, ha due figli: Anastasia, 15 anni, che frequenta la terza media al Trevigi, e Alessandro, un anno e mezzo. «Ho dovuto lasciare gli studi quando è nato Alessandro - ci racconta Serghei - per consentire a mia moglie di andare avanti nei suoi. Da qualche tempo purtroppo sono anche senza lavoro. L’azienda di cui ero dipendente, una ditta metalmeccanica a Oltreponte, con l’arrivo della crisi ha chiuso e io mi sto dando da fare per trovare un’altra occupazione ma non è facile di questi tempi». Dell’episodio di cui è stato protagonista non vorrebbe neppure parlarne. «È stato istintivo gettarmi nel canale quando ho visto quella poveretta portata via dalla corrente - spiega - L’acqua era ghiacciata e a un certo punto ho temuto anche per la mia vita. Non toccavo, tenevo la donna per un braccio e mi sono trovato davanti un alto muraglione dove non avevo appigli. Per un momento ho pensato che non sarei riuscito a venirne fuori. Poi per fortuna l’uomo che era sulla riva e che cercava di agganciare la poveretta con un lungo bastone, mi ha aiutato a raggiungere la sponda: tuttavia avevo talmente freddo che i movimenti erano rallentati. Quando sono uscito dall’acqua ho cercato di rianimare la donna che ha dato segni di ripresa. Poi, all’arrivo del 118, mi sono fatto da parte: era fradicio e avevo freddo, così mi sono tolto la maglia e ho indossato la giacca di jeans che avevo lasciato sulla riva e in bicicletta sono andato da un mio amico che abita nella zona dove mi sono scaldato un po’ prima di tornare a casa. Più tardi sono uscito per chiedere notizie della donna ma non c’era più nessuno». In un mondo dove apparire è la regola fondamentale di vita, c’è ancora qualcuno che pur meritando riconoscenza, si tiene lontano dai clamori.

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Samuele Mezzano

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