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Promozione turistica

Atl propone "Nero Monferrato", ma il Moncalvese non ci sta

Un progetto territorio che poco si sposa con il tartufo bianco

Moncalvo ospita la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco

Si chiama “Nero Monferrato” ed è il progetto di valorizzazione dell’Alto astigiano, territorio che comprende anche il Moncalvese sino alla Valle Versa e a Montiglio e Montechiaro, ideato da ATL , Langhe Monferrato Roero.

Secondo i promotori il territorio dell’Alto Astigiano «può finalmente esprimere una sua precisa identità narrativa, particolarmente attuale se pensata per rispondere alle nuove dinamiche di destinazione turistica innescate dalla difficile situazione sanitaria che si sta registrando nel nostro Paese e nel mondo».

Fulcro di questa iniziativa è il “Nero Monferrato”. A cosa si riferiscono gli esperti di marketing quando parlano di “nero”? Al tartufo nero. Il Moncalvese che vede ben tre fiere Nazionali di Tartufo Bianco, quella di Montiglio e di Montechiaro oltre alla più famosa di Moncalvo giunta alla 67ma edizione, dovrebbe puntare sul tartufo nero per rilanciarsi.

«Per Moncalvo che da più di 60 anni sta lavorando sul tartufo bianco e può vantare la seconda fiera per importanza dopo Alba, essere associati esclusivamente al tartufo nero è inaccettabile. Sono il primo a vedere di buon occhio una strategia di valorizzazione del nord Astigiano come stiamo facendo con il nostro progetto del Distretto del commercio che va anche in quella direzione», commenta il sindaco di Moncalvo Christian Orecchia. 

«Il Nero Monferrato è un’operazione di posizionamento turistico che vuole aggiungere una destinazione inedita e sorprendente alle tante località che tra Langhe, Monferrato e Roero hanno fatto del Piemonte una meta d’elezione per tantissime persone e famiglie provenienti da ogni latitudine. Ora è il momento di raccontare i 47 Comuni distribuiti in 375 mila ettari di territorio che possono essere riempiti di un’attrattiva contemporanea e attualissima: quella che esalta i paesaggi boschivi, gli spazi che hanno resistito all’industrializzazione e hanno accolto ‘un’antropizzazione gentile’, per dirla con le parole di un noto antropologo che ci ha aiutato a costruire questo progetto. Il progetto serve a introdurre sul mercato del turismo una porzione di territorio che non ha ancora una sua piena riconoscibilità, sia verso l’interno che verso l’esterno. Per questo ci siamo proposti di lavorare prima di tutto con le comunità territoriali, attraverso iniziative che creino una nuova consapevolezza identitaria e attraggano investimenti, risorse ed energie, che spingano giovani e imprenditori a promuovere il Nero Monferrato», si legge nel comunicato di ATL.

I più maliziosi tra i moncalvesi, che ricordano come dalle nostre parti il tartufo nero fosse dato da mangiare ai maiali, sostengono che questa sia un’abile mossa da parte di Alba per essere sempre più al centro dell’attenzione in materia di tartufo bianco, “declassando” così Moncalvo a regione tartufigena tipica del nero, cosa non vera. Infatti nella tradizione moncalvese e del territorio il re della tavola è il tartufo bianco, basta infatti andare in qualunque ristorante della zona per rendersi conto di quanto la trifola rigorosamente bianca sia radicata a livello culinario e identitario.


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Miryam Belfiore

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