Nuovo esame di terza media: per ora studiano i professori
Presso l'aula magna della "Alighieri-Trevigi" si è svolto un importante incontro per le scuole medie del distretto casalese.
L'appuntamento è stato voluto dalla preside Rossana Gianella che ha invitato il dirigente scolastico e referente USR, membro del gruppo nazionale, Maurizio Carandini a raccontare ai docenti delle scuole del distretto il nuovo esame di terza media con particolare riguardo alla ormai famosa "prova nazionale".
Alla presenza di circa cento docenti, Carandini con l'ausilio di slide ha illustrato nei dettagli il significato e gli elementi pregnanti del nuovo esame di stato che vedrà impegnati gli alunni delle terze medie.
E' stato così sottolineato come ciò rappresenti una novità assoluta per il nostro sistema di istruzione: una prova scritta volta a verificare i livelli generali e specifici di apprendimento conseguiti dagli studenti al termine del primo ciclo di istruzione.
Essa integrerà gli elementi di valutazione propri della scuola con elementi rilevati a livello nazionale attraverso procedure standardizzate. I dati che perverranno al Ministero contribuiranno al monitoraggio e alla valutazione dell'andamento degli apprendimenti conseguiti dai quattordicenni e daranno modo di avviare azioni migliorative della qualità della scuola.
La prova sarà somministrata nello stesso giorno su tutto il territorio nazionale e ogni commissione esaminatrice dovrà stabilire i criteri di incidenza della prova nazionale sulla valutazione complessiva di ogni singolo studente.
La prova è divisa in due sezioni: una dedicata alla valutazione in italiano e l'altra dedicata a quella in matematica; in entrambe le sezioni saranno proposti quesiti a scelta multipla e a risposta aperta.
Per gli studenti si tratterà di un esame dove la quantità e la qualità delle competenze acquisite faranno la differenza; il vero "servizio" che
una novità come questa potrà offrire agli studenti sarà il richiamo ad un maggior impegno, ad una maggior serietà per superare un esame vero.
Per le famiglie la prova nazionale garantirà un esame più vero (si pensi ai troppi debiti accumulati dagli studenti alle scuole superiori a partire già dal primo anno) e li aiuterà a comprendere che una buona scuola dà più garanzie.
Per i docenti la prova nazionale consentirà una valutazione degli studenti strettamente legata alla reale acquisizione di competenze fondamentali oltre che alla valutazione della maturazione e del comportamento.
Molti i docenti che hanno posto quesiti circa la struttura della prova, le modalità della sua somministrazione, ma soprattutto circa il "peso" che dovrà essere dato alla prova nazionale stessa all'interno delle prove d'esame per esprimere il giudizio finale.
Ora il dibattito si sposterà all'interno delle rispettive scuole che dovranno anche provvedere ad informare le famiglie.
All'incontro erano presenti i presidi Titti Palazzetti dell'Istituto Comprensivo Negri e dell'Istituto Comprensivo di Ticineto, e Peretti (Sacro Cuore). La prof. Barbano ha rappresentato l'Istituto Comprensivo di Ozzano.