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Biblioteca del Seminario

Il Barocco Sacro a Casale: si apre la mostra

Sabato 17 ottobre "Percorso dell’arte" con Lorena Palmieri

“Barocco Sacro a Casale Monferrato: la Chiesa di San Filippo Neri”, è il titolo della mostra monografica che si inaugura oggi, venerdì 16, alle 18 presso la suggestiva biblioteca del Seminario (piazza Calabiana). È aperta fino all’8 novembre, il sabato e la domenica dalle 15 alle 18. È gradita, anche per l’inaugurazione, la prenotazione al 392-9388505. La mostra, come abbiamo già scritto, è il coronamento di un lungo percorso di ricerca su materiale in gran parte inedito condotto dalle collaboratrici dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Casale impegnate nell’ambito del progetto MAB, iniziativa promossa dalla CEI. Ed è proprio con le tre curatrici della rassegna Raffaella Rolfo, Lorena Palmieri e Chiara Mainini che martedì entriamo (con attenzione) in San Filippo (non agibile, in mostra ci sarà un video) per il ciclo dei nostri “Viaggi d’autore”.

Sono trascorsi oltre vent’anni dalla pubblicazione nel catalogo della mostra «Da Musso a Guala» del corposo saggio su «La pittura a Casale tra la seconda metà del Seicento e gli inizi del Settecento» di Carlenrica Spantigati. È interamente dedicato alla pittura casalese del periodo «rimasta nebulosa e per tanta parte inafferrabile», nonostante le notizie fornite dalla storiografia locale per l’interesse degli studiosi rivolto soprattutto alle «glorie patrie» che hanno affermato il prestigio della nostra città a livello nazionale. Una singolare oscillazione tra due poli: il primo è quello dell’ingombrante presenza controriformistica di Guglielmo Caccia, del collaboratore Giorgio Alberini e del caravaggesco Nicolò Musso tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento; l’altro cardine scaturisce dall’autorevolezza unita all’originalità di stile e tecnica di Pietro Francesco Guala, l’artista casalese protagonista della prima metà del Settecento.

In tale contesto la chiesa di San Filippo Neri, elevata al rango di chiesa ducale dall’ultimo duca di Mantova e Monferrato Ferdinando Carlo, ma consacrata dal vescovo di Casale, mons. Pietro Secondo Caravadossi solo nel 1721, conserva una notevole pinacoteca. Sono opere poco note, ma degne di alta qualità, frutto della generosità di illustri famiglie cittadine legate alla corte gonzaghesca. La grande tela, che riveste un sicuro carattere di priorità, non solo per la posizione privilegiata sull’altare maggiore, ma per l’altissima qualità, è quella dell’«Immacolata con la Trinità», altro tema caro alla tradizione dei Filippini, realizzata dal pittore anconetano Giovanni Peruzzini che ha firmato anche alcune grandi tele centinate ai lati delle cappelle laterali con episodi della vita di san Filippo. Figlio d’arte nato nel terzo decennio del Seicento da Domenico, capostipite di una famiglia di artisti, è morto nel 1694 a Milano, dove si era trasferito nell’ultimo periodo della vita. Ricordato come instancabile «pittor errante», è stato attivo in numerose città italiane, Roma, Modena, Ancona, Pesaro, Pavia e Torino, dove si era stabilito nel 1672 sotto la protezione del ministro dei Savoia, il marchese Francesco Carron di San Tommaso. Secondo Carlenrica Spantigati indubbi «motivi di inopportunità politica porterebbero a scartare un passaggio diretto da Torino a Casale», in ogni caso durante il soggiorno casalese il Peruzzini fu attivo non solo nell’oratorio filippino.

Di particolare importanza sono anche le opere dei due altari laterali della chiesa. In quello di sinistra la pala raffigura la «Madonna col Bambino che appare a san Filippo Neri», uno dei temi figurativi tipici dell’iconografia dell’ordine degli Oratoriani, da lui fondato. L’opera, sovrastata sulla cimasa dell’altare da un «San Girolamo» di epoca precedente, è attribuita al pittore Francesco Martinotti, originario di Montemagno e attivo a Casale fino alla morte nel 1674 a soli 38 anni, ricordato col fratello Flavio Evangelista come allievo a Roma del famoso pittore e poeta napoletano Salvator Rosa.

Sull’altare laterale di destra la pala della «Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Carlo Borromeo», è opera, secondo l’unanime giudizio della storiografia locale e della recente critica, del pittore milanese Federico Bianchi, autore anche della tela centinata che raffigura l’«Incontro tra san Filippo Neri e san Carlo Borromeo», che si distingue per «un più scandito e fermo equilibrio compositivo», rispetto all’opera posta sull’altare. Usciamo da questo scrigno di capolavori con un conforto l’annuncio che a fine mese inizieranno i quanto mai urgenti lavori di restauro ai tetti, laterizi e lastre per 328 mila euro, poi c’è già un preventivo per l’interno (mq. 1.053,00) dal costo totale € 752.105,44 (per la precisione).


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