Autogoal casalese, mancano sei sindaci: per la sede dell'Asl un altro rinvio
di Massimiliano Francia
Nulla di fatto per la sede dell'ASL provinciale. Dopo l'approvazione del regolamento dell'assemblea, primo punto all'ordine del giorno, molti sindaci del centro destra hanno abbandonato la Conferenza dei sindaci - riunita ieri, lunedì, alle 18 ad Alessandria - in aperta e dichiarata polemica con la proposta di insediare la sede dell'Asl a Casale.
Così è venuto meno il numero legale: 97 i sindaci presenti, 99 il numero minimo richiesto.
Quasi una beffa soprattutto se si considera che dal Casalese erano cinque i sindaci assenti: quelli di Bozzole, Odalengo Grande e Odalengo Piccolo, Serralunga di Crea e Villadeati. Cui si è aggiunto Castelletto Merli che un certo punto si è assentato.
Tutti gli altri sindaci dell'ex Asl 21 erano invece presenti e al di là del colore politico il territorio è stato granitico nel sostenere la proposta della sede a Casale.
Compatto anche a livello provinciale il centrosinistra che ha partecipato massicciamente ai lavori, cosa che rende ancora più bruciante il fatto che sia sfuggito il risultato della sede casalese, proprio a causa delle defezioni del territorio.
Dal centro destra l'accusa che si sia tentata una forzatura politica con l'approvazione del documento - la volta scorsa - che prevedeva la sede a Casale.
Ma la decisione di affossare il documento messo a fuoco dai sindaci nella riunione del 4 marzo è costata cara anche ad Alessandria che ha dovuto rinunciare al meccanismo di voto concordato proprio in quel documento.
In base al regolamento approvato ieri conta infatti il numero dei consiglieri comunali e non degli abitanti, e il peso del capoluogo appare fortemente ridimensionato.
Insomma due splendidi... autogol sia da parte di Alessandria che del Casalese.
La rottura dell'accordo faticosamente raggiunto prima dell'assemblea di marzo fra i sindaci di tutta la provincia ha di fatto creato un vero e proprio muro contro muro che difficilmente sarà sanabile, e l'assemblea dei 195 sindaci - come molti avevano sostenuto fin dall'inizio - si è dimostrata un organismo ingovernabile, arena di un improprio e improvvido confronto politico.
L'unica scappatoia a questo punto sembrano essere le assemblee di distretto.
«Sosteniamo la sede a Casale fermamente perché - commenta Gabriella Paletti, Alfiano Natta - i nostri paesi sono decentrati e abbiamo bisogno che Casale conti», mentre il sindaco di Gabiano Mario Tribocco sottolinea che chi ha abbandonato l'assemblea ha impedito l'approvazione di un atto costitutivo per l'Asl provinciale causandone la paralisi: «Così non si fa l'interesse della sanità». Mentre Gianni Raselli, Valenza «sottolinea che anche la rappresentanza è monca, perché i distretti non esistono e non possono essere rappresentati».
E Luigi Merlo, consigliere provinciale del PD, esprime amarezza per «la mancanza di senso di responsabilità del centrodestra che ha abbandonato l'aula» quando si doveva passare alla votazione della sede e soprattutto dei distretti, essenziali per il funzionamento dell'Asl, ma anche e soprattutto per la mancanza di alcuni sindaci del territorio.