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Il Giorno del Ricordo: a Casale la lapide "In memoria degli Italiani uccisi"

Quest'anno il Giorno del Ricordo a Casale Monferrato è stato organizzato dall’amministrazione comunale pensando sopratutto ai giovani. Per gli studenti delle scuole è stato messo in scena mercoledì 10 febbraio alle ore 9, al Teatro Municipale uno spettacolo dal titolo Naufraghi nella tempesta della Pace - storie e memorie dei profughi della Venezia Giulia e dell’Istria. Dopo il saluto dell’assessore alla Pubblica Istruzione Ornella Caprioglio e la breve prolusione di Mauro Bonelli, gli studenti hanno seguito con interesse i bravissimi attori che attraverso testimonianze e documenti sono riusciti ad esprimere il dolore, le paure e le speranze degli italiani che hanno vissuto quel tragico periodo. Terminata la rappresentazione, gli studenti sono stati trasferiti ai giardini situati all’angolo tra viale delle Foibe e viale Giolitti per partecipare alla cerimonia ufficiale. Erano presenti, oltre agli studenti e ai loro professori, il vescovo Alceste Catella, il dirigente dell’Istituto Comprensivo Negri, Emanuela Cavalli, il dirigente dell’Istituto Superiore Balbo, Riccardo Calvo, alcuni membri delle associazioni d’Arma, alcune autorità civili e militari, il Vice-sindaco, il Vice-Presidente del Consiglio Comunale, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, alcuni consiglieri comunali e un gruppo di cittadini. Il sindaco Titti Palazzetti ha scoperto la lapide su cui è riportata la frase In memoria degli Italiani uccisi nelle foibe e degli esuli istriani, Giuliani, Dalmati vittime di un regime totalitario e di uno spietato odio etnico, 1943-1947 affinché il ricordo del loro eccidio e della loro persecuzione rafforzi in noi l’impegno quotidiano a tutela, sempre ed ovunque, dei diritti umani e della pace - i cittadini di Casale Monferrato; è stata deposta una corona d’alloro a nome della cittadinanza. Il vescovo Alceste Catella ha sottolineato l’importanza di condividere tutti insieme sia la giornata della memoria sia il giorno del ricordo; la violenza contro l’uomo non fu solo eliminazione fisica ma fu anche volontà di umiliare denigrare e cancellare l’identità della persona, ridurre l’uomo ad un numero e farne sparire anche il ricordo. Al termine della cerimonia, è stato intonato dai presenti l’Inno d’Italia.

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Barbara Marini

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