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Da Schmidheiny offerta al Comune di Casale per uscire dal Processo Eternit

Aveva funzionato a giugno a Cavagnolo: 2,2 milioni di euro al Comune per uscire dal processo Eternit. Più 200mila euro per le spese legali, vale a dire per lo studio che per Cavagnolo ha curato la transazione. Tutto il gran segreto, senza coinvolgere nessuno. Ieri è trapelato che lo stessa proposta è stata avanzata anche al Comune di Casale, a cui però sarebbero stati offerti 18-20 milioni. La notizia si è diffusa questa mattina. All'oscuro di tutto quanto associazioni e cittadini «Non sappiamo niente, per ora come per Cavagnolo non siamo stati coinvolti per nulla in questa vicenda», dice Bruno Pesce, coordinatore del Comitato vertenza amianto. «Quindi non possiamo dire nulla se non che - dopo Cavagnolo - non c'è da stupirsi...». «Non siamo mai intervenuti nella vicenda giudiziaria e non lo faremo certo ora – commenta Fabio Lavagno che è il primo a pronunciarsi su una vicenda che appare in effetti estremamente delicata - ma ci appaiono quanto meno poco decise le parole di Giorgio Demezzi, sindaco della città che è stata sede dello stabilimento Eternit, che in un dichiarazione agli organi di stampa definisce la vicenda come “un’offerta preliminare su cui non è stata presa alcuna decisione”. «Sono parole che appaiono fuori luogo per il sindaco della città martire per l’enorme numero di vittime da mesotelioma, da cui le battaglie sindacali che hanno portato sino al processo di oggi sono partite e in cui da oltre vent’anni vi è una politica continua e capillare di bonifiche dei siti contaminati da amianto tale da generare su questa materia  una sensibilità difficilmente riscontrabile altrove. «Avremmo certamente preferito leggere parole che meno si discostassero dalle dichiarazioni dello scorso giugno in cui Demezzi, commentando la vicenda di Cavagnolo dichiarava che simili proposte non sarebbero nemmeno state prese in considerazione in una città come Casale. «Non vorremmo che il disastro in cui saranno gettati gli Enti Locali a partire dal prossimo bilancio a fronte dei continui tagli di un federalismo malato, possa rendere, su queste vicende, Comuni che hanno subito simili tragedie più malleabili, nei confronti di una battaglia che è civile, prima ancora che politica e auspichiamo - conclude Lavagno - che il Sindaco rimedierà con decisione a questo scivolone e vorrà prima di tutto confrontarsi con l’Associazione familiari vittime amianto, con le organizzazioni sindacali e con gli altri Enti Locali, oltre che, come doveroso, con gli organi istituzionali del Comune». La dichiarazione del sindaco di Casale Giorgio Demezzi Nel tardo pomeriggio il Comune di Casale ha diffusio un comunicato stampa con la seguente dichiarazione del sindaco Giorgio Demezzi: «Devo innanzitutto precisare che al momento non c’è nessuna trattativa in corso che veda coinvolta direttamente ed in prima persona l’Amministrazione comunale. «La questione centrale del ragionamento comunque non sono le risorse che vengono messe a disposizione, bensì la tutela degli interessi dei cittadini e della dignità della città di Casale Monferrato. «Su un tema così cruciale per Casale Monferrato sarà, inoltre, nostro dovere informare prima di tutto i cittadini e il Consiglio comunale e condividere con loro i prossimi eventuali passi da affrontare». NELLA FOTO - La prima raccolta di firme lanciata dalla Associazione Familiari Vittime Amianto il 29 marzo 2004 per dare avvio alla vertenza.

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Renato Luparia

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